REGGIO CALABRIA– In merito all’evento musicale “Bielorussia e Italia in musica”, previsto per il prossimo 4 maggio presso il Teatro Comunale “Francesco Cilea”, il movimento La Strada intende sollevare una riflessione pubblica e politica rivolta al Comune e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Premettiamo, con estrema chiarezza, che il nostro movimento riconosce l’indubbio valore degli eventi culturali e della musica quali strumenti universali di vicinanza, dialogo e pace tra i popoli. Non vi è, da parte nostra, alcun tipo di riserva o pregiudizio nei confronti degli artisti coinvolti, il cui talento e la cui espressione restano patrimonio di civiltà.
Tuttavia, non possiamo esimerci dall’eccepire sull’opportunità politica che il Comune e la Città Metropolitana abbiano concesso il proprio patrocinio istituzionale a questa iniziativa.
È doveroso ricordare che la Bielorussia è attualmente oggetto di severe sanzioni da parte dell’Unione Europea a causa delle sistematiche e gravissime violazioni dei diritti umani compiute nel Paese. Come documentato in modo inequivocabile dall’ultimo rapporto annuale di Amnesty International, il contesto bielorusso è caratterizzato da una repressione brutale del dissenso, detenzioni arbitrarie, torture e una totale negazione delle libertà fondamentali.
Il patrocinio di un ente locale non è un atto meramente formale, ma rappresenta un avallo politico e d’immagine. Concederlo in questo momento storico rischia di veicolare un messaggio di normalizzazione nei confronti di un regime che calpesta i valori democratici e i diritti della persona, valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e l’ordinamento europeo.
Chiediamo dunque alle amministrazioni coinvolte se sia stato valutato l’impatto di tale scelta e se non si ritenga necessario un atto di coerenza rispetto alle posizioni assunte dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni a difesa dei diritti umani.
La cultura deve essere un ponte, ma le istituzioni hanno il dovere di vigilare affinché questo ponte non diventi, involontariamente, un velo pietoso steso sopra la sofferenza di un popolo oppresso.
Valentino Scordino,
Movimento La Strada


















