La Strada e i Giovani sulla Strada: “Cessate il fuoco immediato in Ucraina e accoglienza umanitaria dei profughi. Si gettino le basi per una pace duratura e fondata sul multilateralismo”

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Osserviamo con grande dolore e crescente preoccupazione il drammatico evolversi degli accadimenti in Ucraina. L’invasione in atto ad opera delle forze militari russe si sarebbe dovuta evitare con ogni mezzo diplomatico. Il primo pensiero va in queste ore alle donne e agli uomini ucraini, che stanno subendo sulla propria pelle le tragiche conseguenze di questo conflitto. Di fronte alle terribili immagini dei civili in fuga dal territorio ucraino, nel chiedere che la comunità internazionale si mobiliti per un’immediata cessazione delle ostilità, domandiamo che si attivino da subito le vie dell’accoglienza umana e solidale dei profughi.

Da diverso tempo, ormai, era in atto uno sciagurato risiko tra gli attori internazionali. Da una parte, l’oligarca Putin ha messo sul tavolo giustificazioni geopolitiche, storiche e ideologiche, dal panslavismo agli errori di Lenin, dalle rivendicazioni delle minoranze russofone in Ucraina all’ingerenza americana sulle politiche del paese guidato da Zelensky, fino, naturalmente, all’aggressività della NATO nella sua espansione ad est. La narrazione imperialista di Putin rientra pienamente nella cornice di recrudescenza dei nazionalismi europei, che, inevitabilmente, finiscono per condurre a scontri interetnici e rivendicazioni territoriali.

Dall’altra parte, l’effettiva mobilitazione della NATO e degli USA in un’opera di pressione ai confini della Federazione Russa. Non possiamo non sottolineare come anche la controparte ucraina, foraggiata dalle ambizioni imperialiste ed espansionistiche degli Stati Uniti e dell’occidente tutto, abbia posto in essere una vera e propria politica di violenta repressione nei confronti della popolazione russofona della regione del Donbass. Inoltre, la mobilitazione delle truppe NATO nell’operazione “Defender Europe” e le operazioni navali USA-UK nel Mar Nero hanno senz’altro contribuito in maniera significativa a un aumento della tensione internazionale, con le conseguenti contromanovre militari russe.

Più in generale, l’espansione ad est della NATO si configura come una strategia militare precisa con connotazioni non esclusivamente difensive, ma volte a rafforzare l’unilateralismo dell’alleanza guidata dagli Stati Uniti.

Tanto lo sciovinismo e il revanscismo di Putin, quanto l’incapacità dei governi occidentali di agire secondo un autentico multilateralismo, hanno finito per far sbandare l’equilibrio internazionale. Si sarebbe piuttosto dovuto insistere maggiormente sul rispetto da entrambe le parti degli accordi russo-ucraini di Minsk e chiedere, da parte soprattutto dei partner europei, un ripensamento del ruolo e delle linee d’azione dell’Alleanza Atlantica.

George Kennan, tra i principali artefici della politica di contenimento dell’URSS, già nel ’97 aveva avvisato l’amministrazione statunitense che l’espansione della NATO sarebbe stato l’errore geo-politico più grave degli USA dalla fine della guerra fredda e avrebbe spinto la politica russa in direzione contraria a quella desiderata.

Il contributo dell’UE a un multilateralismo che coltivi autenticamente la pace e la solidarietà internazionali può e deve essere decisivo, nell’ottica di una politica estera europea indipendente e autorevole. Si tratta di riprendere la lezione di nonviolenza di Alexander Langer e la sua idea di creazione di un corpo civile di pace europeo, riportandole al centro dell’agenda politica continentale.

Evidenziamo, in questo frangente, anche l’inadeguatezza del governo italiano nel condurre trattive diplomatiche all’altezza della gravità del momento.

L’obiettivo odierno, di fronte alla drammatica escalation in corso con un conflitto purtroppo già in atto, deve essere quello di un cessate il fuoco con la successiva ricerca di un accordo tra le parti guidato dalla comunità internazionale. Ma non basta. Ripudiare la guerra, imperativo del nostro dettato costituzionale, significa operare per una pace duratura. Secondo le parole di Mandela, costruire la pace richiede un coraggio eroico. Ci uniamo alle proposte concrete fatte al Parlamento italiano da parte di Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo a sostegno del percorso di proibizione delle armi nucleari previsto dal trattato TPNW. Il nostro governo aderisca al più presto al Trattato e dichiari l’Italia zona libera dalle armi nucleari. In questo senso, chiederemo al Comune di Reggio Calabria di discutere e far propria una mozione di sostegno ideale e concreto al TPNW.

Ancora, La Strada e i Giovani sulla Strada supportano la campagna promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Tavolo interventi civili di pace, Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile e Sbilanciamoci! per la creazione di un dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta, che ha trovato espressione nella proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzioni e modalità di finanziamento del Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta”.

Nelle prossime settimane, il nostro movimento realizzerà una serie di iniziative nel solco di un’idea differente di difesa e mantenimento della pace, che sgombri il campo dalle ipocrisie neo-imperialiste e dagli interessi geo-politici unilaterali per coltivare una nonviolenza attiva e consapevole.

Ufficio stampa

La Strada e i Giovani sulla Strada

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