La Strada con Saverio Pazzano: “Il bilancio comunale si regge su tre colonne molto fragili”

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Si sono concluse le audizioni per il bilancio previsionale. Ne esce la descrizione perfetta di ciò che già sapevamo e abbiamo più volte detto: nessuna buona novità per i servizi essenziali, bilancio ingessato dalla situazione debitoria e “Patto per Reggio” a ripianare ulteriormente il debito comunicato per ripianato con il “Decreto Agosto” del 2020.

Niente di nuovo sotto il sole.

Il bilancio comunale si tiene su tre colonne sottili.

Una: i denari romani, Decreto agosto e Patto per Reggio, copiosi in questi ultimi anni. Ma nessuno può negare che le scelte romane possano essere determinate dagli equilibri politici, destinati forse a mutare dal 25 settembre. Colonna fragilissima.

Due: i fondi delle diverse linee di finanziamento per progetti. Sono economicamente la parte più rilevante, ma nei fatti lentezze burocratiche e continui intoppi vari rendono fragile anche questo aspetto. Tante le criticità, ad esempio la rendicontazione resa farraginosa dal passaggio tra uffici senza un reale coordinamento. Basti pensare al fatto che mai lavoratrici e lavoratori – si pensi al caso eclatante degli assistenti educativi – sono pagati in tempi civili. Abbiamo seguito questo aspetto da soli, se altri consiglieri comunali avessero condiviso questa richiesta di decoro e trasparenza forse avremmo visto un passo diverso da parte dell’Amministrazione. La grande falla della rendicontazione – e, dunque, dei tempi congrui per pagare chi lavora – non ci pare assolutamente affrontata né risolta in vista dell’anno che viene. Non ci pare che ne siano state esaminate le ragioni, che sarebbe ingiusto contenere nel ritornello dell’assenza di personale. Ma ne abbiamo già parlato ampiamente in tante sedi. Colonna traballante.

Tre: la riscossione dei tributi locali. Su questo battiamo da sempre, senza che si sia visto alcun reale cambiamento. Le condizioni di invivibilità della città sono causate anche da questo aspetto, che non solo provoca un danno alle economie di Reggio, ma anche – nel caso della Tari – un enorme numero di persone e di esercizi che sversano rifiuti indifferenziati per strada. Com’è possibile che decine di migliaia di persone –non poche centinaia – sfuggano a qualunque controllo? Su questo abbiamo fatto proposte precise. Abbiamo audito dirigenti e assessori, ma, al di là di dichiarazioni di intenti, non abbiamo visto all’atto un piano complessivo di lavoro tra i settori competenti, né di modalità di individuazione soprattutto dei non iscritti a ruolo. Ricordiamo che nell’ultimo rendiconto al 31/12/2021, ad esempio, per la Tari nell’evasione il rapporto tra accertato è riscosso è dello 0,43%; quello relativo alle sanzioni amministrative per il codice della strada è del 33,77% e nel 2020 addirittura del 93,89%. Ambiti e dinamiche diversi, per carità, ma nel ragionamento complessivo vuol dire che si può fare attivando i giusti strumenti. Strumenti che, nella nostra società telematica, ci sembra impossibile non siano a disposizione di un’Amministrazione Pubblica.

Su questo tema abbiamo interpellato in Consiglio Comunale il Sindaco Brunetti, che ha preso un impegno in tal senso e nell’ultima audizione del bilancio previsionale ha parlato di un gruppo di lavoro intersettoriale che sta lavorando e che già ha portato dei risultati. Vedremo, monitoreremo. Ma, in questo momento, la colonna neanche c’è.

Non molleremo, per quanto impopolare possa essere pretendere che chi può e deve paghi i tributi locali. Sarà una scelta che non porta consensi elettorali, ma ci interessa una città giusta, libera, pulita, vivibile.

Ufficio Stampa

La Strada

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