Skip to main content Scroll Top

Fabio Palumbo: “Le scuole sono presidi di comunità, non vanno sacrificate sull’altare della turistificazione”

The Class Pranksters, s.d.
L’idea della nuova amministrazione di trasformare le scuole del centro in strutture ricettive è espressione di una visione di città e di comunità antitetica rispetto alla nostra.
Una cultura urbana democratica si fonda su una precisa idea dei luoghi e delle persone che li abitano, caratterizzata dalla prossimità dei servizi, da una mobilità sostenibile e da un dialogo tra i diversi spazi di socializzazione. Lo spazio privatizzato è spazio sottratto alla comunità e affidato a chi sugli spazi vuole monetizzare escludendo chi non vuole trasformarsi in consumatore ma chiede di restare cittadino.
Le scuole collocate nei centri urbani offrono vantaggi che intrecciano strettamente dimensione urbanistica e proposta educativa, perché l’edificio scolastico non è un semplice servizio di prossimità ma è una risorsa sociale e culturale strategica per il territorio.
La presenza di studenti e famiglie nel cuore della città mantiene vivo il centro, ne sostiene l’identità e mantiene un presidio sociale che contribuisce alla vitalità sociale e culturale del tessuto cittadino. La posizione centrale delle scuole, se accompagnata da una pianificazione sulla mobilità sostenibile, può incentivare gli spostamenti a piedi o con i mezzi pubblici, riducendo il traffico veicolare e l’inquinamento legati ai tragitti scolastici. Al contrario, scuole periferiche determinano dipendenza dai mezzi di trasporto privato o congestione del traffico a causa di un servizio di trasporto pubblico inefficiente.
Nella nostra visione di scuola aperta oltre l’orario curricolare, sul modello virtuoso di altre realtà italiane, l’edificio scolastico va pensato come un indispensabile presidio di comunità, capace di ospitare biblioteche, laboratori artistici, centri sportivi o servizi aperti al pubblico e di funzionare come infrastruttura di comunità.
La collocazione centrale permette quel fondamentale scambio tra interno ed esterno che rende l’esperienza scolastica aperta al territorio e alle altre agenzie educative. La città stessa va pensata come un’aula diffusa in cui parchi, musei, teatri, tribunali, spazi pubblici entrano nell’esperienza educativa attraverso un apprendimento situato, basato sull’esplorazione e la scoperta del contesto urbano. È prezioso studiare in contesti ancorati alla realtà concreta della vita urbana grazie all’impronta storica dei luoghi, alla presenza di altre agenzie educative e culturali e all’incontro con una comunità studentesca e cittadina più ampia.

Le esperienze dei campus, pur significative e importanti, presentano delle criticità proprio quando sono concepite come troppo distanti rispetto al centro cittadino. Le scuole non vanno pensate in base alle esigenze economiche e logistiche di altre realtà, in questo caso quelle turistico-alberghiere, ma come presidi di comunità strettamente legati alla città, costruiti o rigenerati secondo il criterio del benessere, della sostenibilità e della funzionalità per chi vi studia, lavora, socializza e apprende. È chiaro che una politica di impronta neo-liberista favorisca l’interesse privato e ceda progressivamente il patrimonio pubblico: ma è altrettanto chiaro che la nostra comunità, a furia di svendite e alienazioni, si impoverirà sempre di più. Stiamo perdendo progressivamente la possibilità di fruire dello spazio pubblico e di godere di una città che sia davvero di tutti. Ciò viene presentato come prospettiva di ricchezza attraverso l’indotto turistico, ma in concreto si tratta e si tratterà sempre di overtourism, gentrificazione, airbnbizzazione, caro affitti e caro prezzi per i residenti, che verranno progressivamente espulsi dalla città. Reggio perderà del tutto la propria anima, ma forse l’ha già persa da tempo e si è messa a inseguire venditori di fumo. Ma l’anima non è fatta di fumo.

Fabio Domenico Palumbo (La Strada)

Post Correlati

Preferenze privacy
Quando si visita il nostro sito Web, è possibile che vengano archiviate informazioni attraverso il browser da servizi specifici, generalmente sotto forma di cookie. Qui puoi cambiare le tue preferenze sulla privacy. Si noti che il blocco di alcuni tipi di cookie può influire sulla tua esperienza sul nostro sito Web e sui servizi che offriamo.