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Amianto a Terreti, La Strada: «La salute dei cittadini non può aspettare»

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Amianto a Terreti, La Strada: «La salute dei cittadini non può aspettare»

La Strada nasce per stare nei quartieri, ascoltare chi ci vive e trasformare i problemi reali delle persone in proposte e azioni politiche concrete. È con questo spirito che abbiamo raccolto la preoccupazione dei residenti di Terreti per la presenza diffusa di amianto sul territorio, anche in luoghi accessibili ai bambini.

Il tema non è nuovo. A fine settembre l’Osservatorio per la Legalità e per i Diritti Civili dei Cittadini, il Comitato Cittadino Periferico (Co.Ci.Pe.) e il Comitato Civico Terreti (Co.Ci.Te.) avevano denunciato pubblicamente la presenza massiccia di amianto sul territorio, installato decenni fa e oggi in pessime condizioni. Nella stessa nota segnalavano il numero sempre più alto di persone, anche giovani, colpite da patologie tumorali.

Nelle ultime settimane si è scoperto, quasi per caso, un altro sito. Si tratta di un terreno privato abbandonato da anni, attraversato dal fuoco quest’estate: le fiamme hanno bruciato le sterpaglie e hanno rivelato un’importante presenza di amianto, di cui fino ad allora nessuno era a conoscenza.

A Terreti i bambini non hanno spazi pubblici adeguati dove giocare, e così giocano dove possono. Nelle ultime due settimane alcuni di loro avevano scelto proprio quel terreno per trascorrere il tempo libero. Dopo la nota di settembre, i comitati avevano cominciato a strutturare un percorso di sensibilizzazione per richiamare l’attenzione di tutti sul problema dell’amianto. Questa scoperta ha dato a quel percorso un’accelerazione decisiva.

Domenica 25 ottobre il comitato di quartiere e la Seconda Circoscrizione hanno convocato a Terreti un’assemblea pubblica d’urgenza. Nel corso del partecipato incontro la dott.ssa Flavia Caricato, de La Strada, ha ripercorso la storia dell’amianto e ne ha illustrato i danni per la salute.

Non spetta a noi stabilire le cause dell’aumento dei tumori a Terreti. Spetta però alle istituzioni sanitarie verificarlo, e farlo subito. Di fronte a un sospetto così grave, il silenzio non è un’opzione.

C’è poi un paradosso: a Terreti sono presenti anche immobili comunali con coperture in amianto. Il Comune, che dovrebbe vigilare sui privati, non ha ancora messo in sicurezza i propri edifici.

La legge regionale 14 del 2011 imponeva a Regione e Comuni censimento, mappatura e bonifica dei siti con amianto. Il Comune di Reggio, con un’ordinanza del 2017, aveva chiesto ai cittadini l’autonotifica dei manufatti in amianto e avviato la campagna informativa “Salvaguardiamoci”. Nel 2021 aveva annunciato iniziative insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto e invitato a segnalare i siti tramite un’applicazione. Nessuno di questi percorsi ha avuto un seguito concreto.

Nel frattempo alla Calabria erano stati assegnati oltre 43 milioni di euro per la bonifica di scuole e ospedali. Nel 2022 quei fondi sono stati revocati perché pochissimi Comuni li avevano richiesti, e Reggio Calabria non era tra questi. Il Piano Regionale Amianto è scaduto e attende ancora di essere aggiornato.

L’Osservatorio Nazionale Amianto lo denuncia da anni. Reggio non ha un Piano Comunale Amianto, che pure è un atto obbligatorio. Non ha uno sportello amianto comunale, e l’unico punto di riferimento per i cittadini è quello aperto dall’ONA stesso. Non si conoscono i risultati del lavoro del Delegato comunale all’amianto. A giugno, dopo il rogo dell’ex autosalone di Modena, l’ONA ha chiesto una cabina di regia permanente tra Comune, ASP e ARPA, una mappatura digitalizzata dei siti contaminati e l’incrocio dei dati del censimento con quelli epidemiologici. Ad agosto, in via Sbarre Centrali, sono state segnalate lastre di cemento-amianto abbandonate su un marciapiede. Le risposte non sono ancora arrivate.

Il sindaco è il responsabile della salute pubblica nel territorio comunale. Ha gli strumenti, i poteri e soprattutto il dovere di intervenire. A Terreti è in gioco la salute dei cittadini, a partire da quella dei bambini, e non sono più accettabili rinvii.

C’è poi un problema che nessuno può ignorare. Rimuovere e bonificare l’amianto costa, e molte famiglie, pur pienamente consapevoli del rischio, non hanno i mezzi per farlo. La tutela della salute non può dipendere dal reddito. Nessuno deve essere costretto a scegliere tra la sicurezza della propria casa e la tenuta economica della propria famiglia. Il Comune deve individuare una propria linea di finanziamento e farsi promotore presso Città Metropolitana, Regione, Stato e Unione Europea perché siano stanziati fondi dedicati.

Le richieste de La Strada all’Amministrazione comunale:

1.⁠ ⁠Mettere immediatamente in sicurezza l’area emersa dopo l’incendio, con verifica di ARPACAL e rimozione dell’amianto da parte di ditte autorizzate.

2.⁠ ⁠Avviare un censimento e una mappatura della presenza di amianto a Terreti, partendo dai luoghi accessibili ai bambini.

3.⁠ ⁠Bonificare gli immobili comunali con amianto, a partire da Terreti, con un cronoprogramma pubblico.

4.⁠ ⁠Chiedere all’ASP un’indagine epidemiologica sull’incidenza dei tumori nel territorio di Terreti e renderne pubblici i risultati.

5.⁠ ⁠Approvare il Piano Comunale Amianto e aprire uno sportello amianto comunale.

6.⁠ ⁠Istituire un fondo comunale per sostenere le famiglie che non possono affrontare i costi di rimozione e bonifica, candidando la città a ogni finanziamento regionale, nazionale ed europeo disponibile.

7.⁠ ⁠Sollecitare formalmente la Regione per l’aggiornamento del Piano Regionale Amianto e la riapertura dei finanziamenti ai Comuni.

8.⁠ ⁠Istituire un tavolo permanente tra Comune, Città Metropolitana, ASP, ARPACAL, comitati di quartiere e associazioni, a partire dall’ONA.

9.⁠ ⁠Realizzare a Terreti uno spazio pubblico sicuro e attrezzato dove i bambini possano giocare, perché nessun bambino debba più cercare un posto qualsiasi per farlo.

La Strada ha già avviato un percorso di sensibilizzazione che nei prossimi giorni si estenderà ad altre zone della città. Crediamo che l’informazione sia il primo strumento di tutela: conoscere i rischi dell’amianto, ma anche le soluzioni e le strade possibili per affrontarlo, significa non essere più soli davanti al problema. Cittadini consapevoli diventano sentinelle del proprio territorio, capaci di riconoscere i pericoli, segnalarli e pretendere risposte. Dove la politica è stata disattenta, la comunità può fare la differenza.

Accanto a questo porteremo avanti un’azione politica in Consiglio comunale, in Circoscrizione e in tutte le sedi istituzionali, finché non arriveranno risposte concrete. Terreti ha aspettato abbastanza.

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