Le esperienze dei campus, pur significative e importanti, presentano delle criticità proprio quando sono concepite come troppo distanti rispetto al centro cittadino. Le scuole non vanno pensate in base alle esigenze economiche e logistiche di altre realtà, in questo caso quelle turistico-alberghiere, ma come presidi di comunità strettamente legati alla città, costruiti o rigenerati secondo il criterio del benessere, della sostenibilità e della funzionalità per chi vi studia, lavora, socializza e apprende. È chiaro che una politica di impronta neo-liberista favorisca l’interesse privato e ceda progressivamente il patrimonio pubblico: ma è altrettanto chiaro che la nostra comunità, a furia di svendite e alienazioni, si impoverirà sempre di più. Stiamo perdendo progressivamente la possibilità di fruire dello spazio pubblico e di godere di una città che sia davvero di tutti. Ciò viene presentato come prospettiva di ricchezza attraverso l’indotto turistico, ma in concreto si tratta e si tratterà sempre di overtourism, gentrificazione, airbnbizzazione, caro affitti e caro prezzi per i residenti, che verranno progressivamente espulsi dalla città. Reggio perderà del tutto la propria anima, ma forse l’ha già persa da tempo e si è messa a inseguire venditori di fumo. Ma l’anima non è fatta di fumo.
Fabio Domenico Palumbo (La Strada)


















