Grande partecipazione ieri pomeriggio al cammino urbano promosso dal movimento La Strada sul Lungomare Falcomatà. Una passeggiata che ha permesso ai cittadini di leggere la città a partire dai suoi alberi, attraverso un momento di “apprendimento situato” ed esperienziale all’interno di una comunità di pratica. Abbiamo affrontato, grazie alla guida competente e disponibile del dott. Giuseppe Logiudice (agronomo ed Europen Tree Technician), lo stato di salute degli alberi monumentali e del patrimonio arboreo del Lungomare, con un focus sugli esemplari di ficus magnolioide ultracentenari,
Nel corso del cammino, abbiamo approfondito diversi aspetti che riguardano la salute degli alberi dall’apparato radicale alle chiome: le aiuole cementificate che bloccano la respirazione delle radici e impediscono l’assorbimento dell’acqua, la mancata attenzione al terreno, al sottosuolo e al contesto di sviluppo delle piante, le capitozzature che recano danni irreversibili agli alberi, la scelta incongrua delle specie e degli esemplari da piantare. Numerosi i quesiti posti dai partecipanti, che hanno potuto conoscere dal vivo gli strumenti utilizzati dagli esperti per monitorare la salute degli alberi e intervenire su di essi.
All’incontro ha preso parte anche il presidente del CAI Reggio Calabria Giandomenico Posillipo, che ha rinnovato l’invito alle associazioni e alla cittadinanza a partecipare alla manifestazione che si terrà in autunno (prima domenica di ottobre) sulla collina di Pentimele. L’evento, organizzato insieme a Pino Strati e all’associazione Incontriamoci Sempre, mira a sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità del verde urbano come infrastruttura climatica, e ha già raccolto numerose adesioni. Sono iniziative cui va il nostro sentito apprezzamento e sostegno.
Come movimento La Strada, riteniamo importante collegare il cammino urbano del 7 agosto alla nostra idea di verde pubblico come infrastruttura fondamentale per la salute e il benessere collettivo.
Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato il piano “Reggio fresca e solidale”: quattro edifici comunali climatizzati aperti come oasi di refrigerio, trasporto gratuito per chi non può spostarsi e consegna a domicilio di spesa e medicinali per le persone fragili, con attivazione limitata alle giornate da bollino rosso. È una risposta necessaria e opportuna, di cui rendiamo atto all’Amministrazione comunale. Si sottolinea, tuttavia, che si tratta di una risposta emergenziale, affidata a immobili climatizzati artificialmente e attivata solo su richiesta. Di fronte a un caldo estremo che sta divenendo la condizione ordinaria delle nostre estati, serve una programmazione di lungo periodo, che valorizzi anzitutto il patrimonio verde che la città già possiede. Inoltre, si fa notare che la percezione individuale del disagio non coincide con il bollettino ministeriale: chi soffre il caldo, lo soffre anche il giorno in cui l’allerta non scatta.
Per uscire dalla logica emergenziale ed entrare in quella della programmazione e della prevenzione, presentiamo di seguito una serie di proposte che porgiamo all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’Amministrazione:
- mappatura e valorizzazione delle aree verdi come rifugi climatici naturali: L’ombra degli alberi è il condizionatore più efficiente, più equo e a costo zero. Chiediamo una mappatura delle aree verdi cittadine e il loro presidio nei periodi di caldo estremo, con il coinvolgimento della Protezione civile e, attraverso convenzioni stabili, delle associazioni del Terzo Settore;
- integrazione tra rifugi climatici naturali outdoor e strutture indoor climatizzate: Come fatto in altre realtà italiane, ad esempio il Comune di Parma, è opportuno prevedere una rete comunale integrata di rifugi outdoor con climatizzazione naturale e rifugi indoor climatizzati artificialmente, con la collaborazione di realtà associative e del Terzo Settore.
- libertà di fruizione: L’accesso ai rifugi climatici non può dipendere da prenotazioni o da chiamate telefoniche. Le aree verdi garantiscono per definizione un accesso libero, gratuito e spontaneo: vanno semplicemente manutenute e attrezzate per una fruizione permanente (ombra, sedute, fontanelle, servizi igienici, illuminazione). Anche i rifugi climatici indoor vanno pensati come spazi aperti e gratuiti, il più possibile diffusi nelle diverse zone della città
- non solo risposta informativa e sanitaria, ma spazi comunitari di socializzazione: I rifugi vanno pensati come spazi socio-climatici integrati, con funzioni di accoglienza, supporto informativo e sanitario di base, prevenzione dei rischi, ma anche luoghi di socialità, di attività ludico-ricreative e di attivazione comunitaria;
- decementificazione e depaving: È il cuore del nostro dossier di luglio, “Più alberi e meno cemento in città per il benessere di ognuno”. Reggio conta 12.065 alberi, pari a 6,1 ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di 17-18 (Modena arriva a 117). Come evidenziato anche dal cammino di ieri, non basta piantumare, ma occorre smettere di impermeabilizzare il suolo. Chiediamo l’adozione della regola 3-30-300 – almeno tre alberi visibili da ogni abitazione, il 30% di copertura arborea per quartiere, un’area verde entro 300 metri da casa spazi socio-climatici integrati, con funzioni di accoglienza, supporto informativo e sanitario di base, prevenzione dei rischi, ma anche luoghi di socialità, di attività ludico ricreative e di attivazione comunitaria – e l’avvio di pratiche diffuse di depavimentazione, sostituendo asfalto e cemento con suolo permeabile, a partire dalle aiuole degli alberi esistenti. Troppo spesso, anche nei nuovi parchi cittadini, il cemento è stato il vero protagonista.
- far funzionare gli strumenti che il Comune si è già dato: Chiediamo, come spesso abbiamo fatto, che si applichi ciò che è già previsto a livello normativo. La Legge Regionale della Calabria 7/2024 individua tre strumenti complementari e non alternativi: censimento, regolamento e piano comunale del verde urbano. Reggio dispone già di un Regolamento tecnico del verde, che recepisce la Legge 10/2013 e le Linee guida ministeriali del 2017, ma, come abbiamo sottolineato ieri, un regolamento è un pacchetto di regole tecniche, e deve diventare strumento di politica proattiva, non solo di divieto e sanzione. Allo stesso modo il Piano di Gestione del Verde Urbano, approvato dalla Giunta nel giugno 2025 e finanziato con 300.000 euro dai fondi del Piano di Sviluppo e Coesione della Città Metropolitana, prevede l’aggiornamento del censimento del verde verticale e orizzontale, la georeferenziazione su piattaforma GIS, l’integrazione nel Sistema Informativo Territoriale comunale, la valutazione fitostatica e fitosanitaria delle alberature e un piano specifico per le aree di pregio, tra cui il Lungomare “Italo Falcomatà” e la Villa Comunale “Umberto I”. Chiediamo che i risultati del censimento siano resi pubblici e consultabili online, comprese le schede analitiche per ogni albero – specie, età, stato fitosanitario, classe di rischio VTA. Senza conoscenza pubblica del patrimonio, come ricordiamo spesso, nessuna scelta è verificabile dai cittadini.
- rispetto del quadro normativo sovraordinato: Il Piano nazionale di ripristino della natura vincola anche il Comune di Reggio Calabria: fino al 2030 è vietato ridurre aree verdi e chioma arborea senza compensazioni in depavimentazione e rinaturazione, e dal 2031 scatta l’obbligo di incremento netto della dotazione arborea. Strumenti scientifici già disponibili – l’Atlante dei Servizi Ecosistemici, l’Urban Lab BiodiverCity, il progetto Aspromonte in Città della Città Metropolitana con l’Università Mediterranea – possono essere messi subito a sistema.
- servizi alle persone fragili in forma sistemica: La consegna a domicilio di spesa e medicinali è un’intuizione da non disperdere: va strutturata tutto l’anno, con la Protezione civile e convenzioni stabili con il terzo settore, non attivata solo nelle giornate da bollino rosso.
Alla luce di quanto elaborato nel corso dell’incontro di ieri, La Strada chiede formalmente al Sindaco e alla Giunta la convocazione di un tavolo tecnico su verde urbano, decementificazione e adattamento climatico, aperto a tecnici, agronomi, università, associazioni ambientaliste, terzo settore e cittadinanza. Questo tavolo potrà giovarsi di quanto emergerà dagli incontri promossi nei prossimi mesi dalle associazioni ambientaliste, tra cui quello previsto dal nostro gruppo “Ambiente”.
È importante che il Comune sia la cabina di regia degli interventi necessari e urgenti. Abbiamo davanti nove mesi, il tempo esatto che serve per arrivare all’estate 2027 con un piano, e non con una nuova delibera d’urgenza.
Il verde pubblico non è arredo urbano né materia da gestire in perenne emergenza, lo ribadiamo ancora una volta. È una infrastruttura ecologica e un presidio di salute pubblica. Ieri sera, camminando tra gli alberi del Lungomare, è stato ancora più evidente per tutte e tutti noi. Ringraziamo ancora il dott. Logiudice per la generosità e la ricchezza dei suoi interventi, Pasquale Pensabene del movimento La Strada per aver promosso l’incontro e tutti i partecipanti all’iniziativa.



















