In Calabria sempre più persone rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d’attesa sono
troppo lunghe, perché i costi per accedere al privato sono insostenibili, perché nel loro
paese o nel loro quartiere non c’è più niente. La sanità pubblica, in questi anni, è stata
progressivamente smantellata. Le responsabilità politiche sono chiare: l’amministrazione
Occhiuto ha accelerato la desertificazione sanitaria, lasciando intere comunità —
soprattutto nelle aree interne — senza presidi, senza continuità assistenziale, senza
futuro.
In una regione dove oltre un terzo della popolazione ha più di 60 anni, dove le malattie
croniche e oncologiche sono in aumento, dove i pazienti spesso ricevono diagnosi tardive
e cure incomplete, è inaccettabile che la risposta istituzionale sia stata il taglio dei servizi
pubblici e il favoritismo verso il settore privato.
Rigenerare la sanità pubblica in Calabria è una questione di giustizia sociale, di diritti
costituzionali, di dignità. Non si tratta solo di costruire nuovi ospedali, ma di ricostruire la
fiducia tra cittadini e istituzioni, a partire dal territorio.
Gli strumenti per farlo esisterebbero: guardie mediche potenziate e operative, non
abbandonate; case di Comunità che siano vere strutture di prevenzione, assistenza e
accompagnamento; AFT (Aggregazioni funzionali territoriali) capaci di gestire i bisogni
quotidiani di salute; ospedali di comunità da realizzare subito come anello tra territorio e
ospedale; assistenza domiciliare e cure palliative precoci per accompagnare con dignità
chi convive con malattie croniche o terminali
Oggi in Calabria solo il 17% del fabbisogno di cure palliative è coperto. Troppi cittadini
sono lasciati soli nei momenti più difficili. Troppi devono scegliere tra curarsi o pagare una
bolletta. È una condizione indegna di una regione che fa parte di uno Stato democratico.
Come candidato al Consiglio Regionale nella lista “Tridico Presidente”, mi impegno con
chiarezza: a difendere e rilanciare la sanità pubblica; a pretendere una sanità di
prossimità, capillare, accessibile, integrata con il territorio; a investire nelle aree interne,
nei piccoli comuni, nei luoghi dimenticati dalla politica regionale di questi anni; a garantire
il diritto alla salute per tutti, non solo per chi può permetterselo.
La salute non è un privilegio. È un diritto. E la sanità pubblica è l’unico strumento in grado
di garantirlo a tutti, ovunque.
La Calabria ha bisogno di cura, di giustizia, di una nuova direzione. Io ci metto la faccia,
l’impegno, la lotta.
Saverio Pazzano




