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Programma La Strada Comunali 2026

PUNTI PROGRAMMATICI

Il programma del movimento La Strada per Reggio Calabria è espressione della nostra visione di città.

Raccolta differenziata flessibile, filiera del riciclo completa, obiettivo “Rifiuti Zero”

  • Dal porta a porta non si torna indietro: è la via maestra verso l’obiettivo “Rifiuti Zero”. Si propone però una differenziata flessibile, che affianchi al mastello ecostation diffuse H24 e almeno 4 isole ecologiche con punti di riuso e baratto.
  • Isole di compostaggio per trattare localmente i rifiuti organici, riducendo costi e impatto ambientale. Si prevede l’installazione in quartieri e condomini, con gestione condivisa e campagne di sensibilizzazione. Incentivi e monitoraggio garantiranno partecipazione, efficienza e produzione di compost riutilizzabile.
  • Formazione al corretto riciclo domestico del rifiuto per migliorare la qualità della raccolta differenziata e ridurne gli errori. Prevede campagne informative, corsi pratici e supporti digitali per cittadini e scuole. Incentivi e sensibilizzazione favoriranno comportamenti virtuosi e sostenibili.
  • Completamento della filiera del riciclo (carta, plastica, vetro) su territorio comunale e metropolitano, come opportunità di lavoro e ricchezza per la comunità. No all’inceneritore.
  • Osservatorio sui rifiuti
  • Tariffazione puntuale, sistemi di premialità per chi differenzia correttamente e contrasto all’evasione TARI: pagare tutti per pagare meno.Riduzioni e compensazioni per quartieri periferici e attività di collaborazione con il bene pubblico.
  • Istituzione di un Osservatorio comunale sui rifiuti, con funzioni di monitoraggio, trasparenza e partecipazione: raccolta e pubblicazione dei dati su raccolta, riciclo e costi del servizio, coinvolgimento di cittadinanza, associazioni e comitati, e verifica continua dell’obiettivo “Rifiuti Zero”.
  • Riduzione dell’utilizzo di plastica monouso e promozione di pratiche sostenibili.
  • Progressiva eliminazione della plastica monouso negli uffici pubblici e nelle scuole anche attraverso la dismissione dei distributori automatici di bottiglie e il pieno ripristino e utilizzo dei depuratori d’acqua già installati, garantendone manutenzione annuale e funzionamento continuativo.
  • Interventi mirati nelle aree a maggiore impatto, come i chioschi della via Marina, con azioni di monitoraggio e riduzione dei rifiuti (in particolare bicchieri e cannucce in plastica).
  • Introduzione di un sistema premiale annuale per le attività commerciali più virtuose (“green”), con riconoscimenti pubblici e valorizzazione attraverso i canali istituzionali
  • Miglioramento dell’accessibilità e della qualità delle fontane pubbliche, accompagnato dalla possibile installazione di “casette dell’acqua” sul territorio.
  • Attivazione di collaborazioni con associazioni e aziende locali per promuovere percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti a studenti e cittadini sui temi della sostenibilità ambientale.

Manutenzione degli spazi comuni, beni comuni, reti europee di municipalità

  • Priorità assoluta alla manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi e aree verdi, e al recupero della dimensione pubblica: il pubblico è di tutti, l’amministrazione ne è responsabile. Bandi e gare di appalto DEVONO prevedere stringenti regole sulla durata delle opere e prevedere azioni di manutenzione.
  • Manutenzione puntuale delle opere già realizzate e abbandonate al degrado: piazze, aree verdi attrezzate, elementi di collegamento pedonale. Il degrado colpisce in primo luogo le fasce popolari che non possono usufruire di spazi e servizi a pagamento..
  • Commissione consiliare di Indagine sulle unità Lavori Pubblici, in merito ai cantieri avviati e mai completati: quali disfunzioni nella macchina comunale compromettono l’affidamento, la sorveglianza e la consegna dei lavori?
  • “Regolamento per l’Amministrazione condivisa” dei Beni Collettivi: gli spazi pubblici, gli edifici di proprietà comunale — spesso chiusi e abbandonati — devono essere riqualificati e tornare alla Comunità cittadina, attraverso un approccio di partecipazione già sperimentato in altre città italiane, favorendo l’incontro tra esigenze della cittadinanza e contributo degli operatorii attivi nella filiera culturale e creativa.
  • Il “Regolamento per l’Amministrazione condivisa” prevede forme di esenzione e compensazione dei tributi locali per chi si impegna per i Beni Comuni e restituisce servizi alla cittadinanza.
  • Coinvolgimento attivo dei giovani, attraverso percorsi formativi e di cittadinanza attiva, nella cura e gestione condivisa degli spazi pubblici.
  • Priorità assoluta alla manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi e aree verdi, e al recupero della dimensione pubblica: il pubblico è di tutti, l’amministrazione ne è responsabile.
  • ​​Restituzione di Piazza del Popolo alla città come luogo vivo, accessibile e attraversabile. La piazza deve essere uno spazio polifunzionale capace di integrare il mercato storico al mattino, socialità, sport, eventi culturali e servizi nel resto della giornata: un’infrastruttura pubblica aperta, flessibile e inclusiva, in grado di ospitare attività mercatali riqualificate, eventi culturali, iniziative sociali e pratica sportiva. Il progetto sarà costruito, come abbiamo già promosso negli anni precedenti, attraverso percorsi partecipativi con operatori, residenti e associazioni, per garantire una trasformazione condivisa e radicata nei bisogni reali del territorio.
  • Valorizzazione dei beni collettivi: Lido Comunale, Mercato Coperto, Il Girasole, Parco Baden Powell, parchi urbani, con una programmazione attenta dei finanziamenti dell’Unione Europea. I beni collettivi devono restare tali: no all’alienazione e alla vendita a privati.
  • Coinvolgimento dei cittadini, dei comitati di quartiere e delle associazioni, attraverso percorsi formativi e di cittadinanza attiva, nella cura e gestione condivisa degli spazi pubblici. Partecipazione della comunità nelle scelte pubbliche sulla destinazione di palazzi e aree urbane, nella gestione diretta dei beni comuni e nella loro accessibilità, rimuovendo le barriere economiche e sociali.
  • Inserimento di Reggio in reti di municipalità europee e mediterranee per darle respiro internazionale e come riferimenti per pratiche virtuose esportabili..
  • Rigenerazione e riqualificazione del Rione G, rifinanziamento dell’intervento programmato sul Rione e poi definanziato dall’amministrazione comunale, interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Acqua pubblica, rete idrica, depurazione, riqualificazione delle coste

  • L’acqua deve essere pubblica, garantita, pulita: completamento della rete idrica e soluzione ai problemi della rete fognaria e del sistema di depurazione.
  • Riqualificazione delle coste, della qualità delle acque e dell’accessibilità delle spiagge cittadine con l’obiettivo della Bandiera Blu e Verde.
  • Garanzia, per le fasce deboli, di poter vivere le spiagge comunali con la certezza della salubrità delle acque.
  • Attrezzare le spiagge comunali per garantire piena accessibilità alle persone con disabilità, con servizi dedicati e percorsi facilitati.
  • Installazione di sistemi e servizi per la raccolta dei rifiuti nelle aree balneari, promuovendo comportamenti responsabili e la tutela dell’ambiente costiero.

Welfare di comunità, infanzia, disabilità, contrasto alle discriminazioni

  • Costruzione di un welfare di comunità e di prossimità: rimozione delle barriere architettoniche, valorizzazione dell’edilizia popolare, rigenerazione urbana, reti di servizi sociali in ogni quartiere.
  • Attenzione alle disabilità: semafori con dispositivi acustici, provvedimenti per facilitare la mobilità, luoghi pensati e predisposti per l’inclusione anche della disabilità in età adulta
  • La salute non è solo assenza di malattia, ma dipende dalle condizioni sociali, economiche e ambientali in cui le persone vivono. Promozione di politiche integrate sui determinanti sociali di salute: casa, lavoro, istruzione, ambiente, mobilità, accesso ai servizi. In questa prospettiva, ogni intervento urbano (dalla rigenerazione degli spazi pubblici alla mobilità, dalle politiche educative al welfare) sarà valutato anche per il suo impatto sulla salute e sul benessere delle persone, riducendo le disuguaglianze tra quartieri.
  • Asili nido con orari compatibili con il lavoro delle donne e spazi ludici e culturali per l’infanzia dislocati nei vari quartieri, resi fruibili tramite delibere sugli Usi Civici.
  • Promozione di progetti di cohousing a canone concordato: Il Comune favorirà la nascita di progetti di cohousing come risposta innovativa al bisogno abitativo, mettendo a disposizione immobili pubblici inutilizzati e incentivando il recupero di spazi privati. I progetti saranno orientati a canoni concordati e accessibili, con particolare attenzione a giovani, famiglie, anziani e persone in condizioni di fragilità, promuovendo modelli abitativi collaborativi basati su condivisione, mutualismo e riduzione dei costi.
  • Usi civici e accesso sociale agli spazi pubblici e privati: introduzione ed estensione degli usi civici per garantire l’accesso sociale a spazi pubblici e infrastrutture comunali — come palestre, impianti sportivi e spazi culturali — rendendoli disponibili alla cittadinanza, alle associazioni e alle comunità locali anche oltre gli orari istituzionali. L’accesso a questi spazi sarà garantito a condizioni eque e a prezzi calmierati, con particolare attenzione alle fasce sociali più fragili, ai giovani e alle realtà associative. Favoriremo inoltre l’attivazione di usi civici e temporanei anche su spazi privati inutilizzati o sottoutilizzati, attraverso accordi volontari, incentivi e strumenti di amministrazione condivisa, nel rispetto della proprietà ma orientati all’interesse generale. Gli usi civici saranno regolati in modo trasparente e partecipato, per trasformare gli spazi inutilizzati in risorse per la comunità, promuovendo inclusione, socialità e diritto alla città.
  • Rafforzamento delle politiche di sostegno alle donne vittime di violenza e assistenza ai figli/e delle stesse, Centri antiviolenza con gestione qualificata, laica e sostenibile, anche attraverso un coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale, Casa delle Donne intesa non solo come luogo di sostegno e consulenza alle donne maltrattate ma anche come spazio vivo  di politica e di pratica femminista, costruito con le donne e per le donne, programmi di prevenzione su salute e diritti in collaborazione con i Consultori, creazione di percorsi di autonomia abitativa e lavorativa, supporto psicologico continuativo e inserimento lavorativo tramite progetti comunali e reti territoriali.
  • Programmi di educazione emotivo-relazionale e sessuo-affettiva contro ogni forma di violenza, discriminazione e razzismo, in collaborazione con associazioni e scuole.
  • Salario minimo garantito per chi lavora con l’amministrazione comunale e quota di posti riservati a categorie svantaggiate (persone con disabilità, ex detenuti, comunità rom) negli appalti pubblici.
  • Promozione di percorsi di inclusione per le persone detenute, con particolare attenzione alle donne: corsi di formazione professionale, progetti di reinserimento sociale e possibilità di impiego in lavori socialmente utili in collaborazione con le istituzioni competenti.
  • Contrasto al lavoro nero, a partire dalle imprese che operano con l’Amministrazione.
  • Portierato sociale: figure di “custodi di comunità” nei quartieri di edilizia popolare per supportare anziani e famiglie e monitorare i bisogni.
  • Psicologo di quartiere: ascolto psicologico gratuito o a tariffa agevolata, finanziato dal Comune. Potenziamento dell’assistenza domiciliare per le famiglie con casi di disabilità mentale. Assistenti sociali meno in ufficio e più nei quartieri.
  • Case del quartiere / case della comunità: spazi polifunzionali con sportello sociale, assistenza medica di base e spazi per l’associazionismo.
  • Introduzione di una mappa sinottica e digitale delle disabilità nel Piano di protezione civile: senza una mappatura delle persone con disabilità – che indichi dove vivono, quali bisogni specifici hanno, quali supporti sono necessari e in quali tempi – il sistema di pronto intervento non è in grado di intervenire in modo efficace ed equo. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una questione che riguarda la sicurezza e i diritti fondamentali.
  • Garanzia di accesso alle infrastrutture comunali concesse a privati (piscine, palestre) a favore delle fasce deboli.
  • Rafforzamento delle partnership tra Pubblica Amministrazione ed Enti del Terzo Settore, secondo i principi di co-progettazione e co-programmazione.
  • Introduzione di un Reddito di Formazione Giovanile, modulato in base all’ISEE e legato alla partecipazione attiva a percorsi di formazione, tirocinio e inserimento lavorativo, con priorità a giovani disoccupati e NEET. La misura sarà costruita attraverso fondi europei e regionali e orientata ai settori strategici del territorio (digitale, turismo, economia del mare, verde urbano, transizione ecologica). Il Comune svolgerà un ruolo attivo di regia pubblica della misura: progettazione e coordinamento dei percorsi, costruzione di reti territoriali con scuole, università, enti di formazione, imprese ed enti del terzo settore, accompagnamento personalizzato dei giovani e monitoraggio degli esiti occupazionali. L’amministrazione garantirà trasparenza, accesso equo e qualità dei percorsi, evitando forme di sfruttamento e promuovendo opportunità di lavoro stabile e dignitoso.
  • Attivazione di un servizio stabile di supporto alla salute mentale, integrato con lo “psicologo di quartiere”, con particolare attenzione a disagio, isolamento e fragilità post-pandemia.
  • Promozione di Cooperative di Comunità a livello urbano e di quartiere.

Trasporto pubblico, ciclabilità, No al Ponte, Area Integrata dello Stretto, Alta Velocità

  • Promozione della pedonalizzazione e della mobilità lenta come strumenti di riappropriazione degli spazi urbani: restituire centralità al camminare e all’ attraversare i luoghi, creando aree pedonali, percorsi sicuri e continui e spazi pubblici vivi, favorendo socialità, commercio di prossimità e qualità della vita in tutti i quartieri della città.
  • Programma integrato di mobilità sostenibile: potenziamento del trasporto pubblico, bus notturni, navette per eventi, abbonamento bus ATAM a 80 €, esenzioni e agevolazioni per studenti e fasce svantaggiate.
  • Agevolazioni per il trasporto dedicate ai cittadini che devono affrontare viaggi per cure sanitarie, garantendo il diritto alla mobilità.
  • Introduzione di un abbonamento gratuito o fortemente agevolato per under 30, studenti e giovani lavoratori a basso reddito, per garantire il diritto alla mobilità e favorire l’accesso a formazione, lavoro e vita sociale.
  • Rete di piste ciclabili e incremento della mobilità condivisa (bike sharing, car sharing).
  • No al Ponte sullo Stretto con impegno intransigente su tutti i tavoli – locali, regionali e nazionali – per orientare le risorse verso infrastrutture di mobilità sostenibile che rispettino questo territorio e le sue comunità.
  • Sì all’Area Integrata dello Stretto: potenziamento dei servizi di traghettamento verso Messina e le Eolie, con tariffe agevolate per i residenti e istituzione di una flotta intermunicipale.
  • Aeroporto dello Stretto: potenziamento dei servizi, intermodalità e collegamento rapido con stazione e porto, collegamento veloce con Messina.
  • Trasporto ferroviario, collegamenti nazionali e locali: promozione, nelle sedi opportune, di soluzioni di mobilità sostenibile che riducano l’isolamento geografico della città e favoriscano l’integrazione dell’intera Area Metropolitana, valutando attentamente l’impatto ambientale delle infrastrutture ad alta velocità e privilegiando interventi a basso impatto, efficienti e compatibili con il territorio.

Aree verdi, eccellenze agroalimentari, parchi naturalistici, rischio idrogeologico

  • Cura e recupero delle aree verdi con manutenzione del patrimonio arboreo urbano; rilancio delle tipicità agroalimentari (bergamotto, annona…); rimboschimento delle zone collinari attraverso il progetto “5.000 alberi per Reggio”.
  • Affidamento della cura del verde pubblico a personale appositamente selezionato e formato a cura dell’AC.
  • Valorizzazione del patrimonio boschivo comunale attraverso progetti di gestione sostenibile e innovazione ambientale, in collaborazione con start-up green, cooperative e associazioni giovanili, promuovendo occupazione, tutela ambientale e fruizione responsabile.
  • Nuovi parchi naturalistici: “Parco delle Fiumare”, “Parco di Pentimele” e “Parco dei Fortini” in ottica di fruizione naturalistica, culturale e ludica.
  • Riconoscere gli animali come parte della comunità urbana significa investire in rifugi, canili e spazi verdi dedicati al loro benessere, garantendo aree cani attrezzate in ogni quartiere, una gestione efficace del randagismo e la tutela delle colonie feline. È necessario rafforzare i controlli contro i maltrattamenti sul territorio, dove ancora troppi animali vivono in condizioni non adeguate alla loro natura di esseri senzienti. Si propone l’istituzione di un Ufficio per il Benessere Animale e la creazione di un sistema di monitoraggio locale che coinvolga veterinari, associazioni e forze dell’ordine. L’obiettivo è una tutela concreta degli animali, attraverso controlli più rigorosi, una piena applicazione delle normative europee e campagne educative sul possesso responsabile.
  • Mappatura delle situazioni di vulnerabilità idrogeologica e programmi di messa in sicurezza, a partire dagli edifici scolastici e dalle strutture pubbliche.
  • Comunità energetiche rinnovabili solidali:pannelli solari sugli edifici pubblici per produrre e condividere energia pulita, ridurre le bollette e sostenere le famiglie in povertà energetica. Le comunità energetiche sono uno strumento di giustizia ambientale oltre che sociale: abbattono le emissioni, limitano il consumo di suolo e promuovono un modello energetico diffuso, sostenibile e radicato nei territori, alternativo alle grandi infrastrutture impattanti.
  • Sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili come leva fondamentale per la giustizia ambientale e sociale, contrastando però modelli speculativi e calati dall’alto che deturpano il paesaggio e non producono benefici per le comunità locali. Per questo contrastiamo l’installazione massiccia e incontrollata di impianti energetici (eolici, fotovoltaici) in aree di alto valore agricolo, paesaggistico o storico.
  • Recupero del patrimonio abbandonato in chiave green e sostenibile verso il consumo di suolo zero, favorendo riuso, efficientamento energetico e nuove funzioni sociali, censimento degli immobili sfitti (pubblici e privati) per favorire l’autocostruzione assistita o il recupero a fini abitativi sociali.
  • Collaborazioni con università e centri di ricerca per la progettazione e gestione sostenibile degli spazi aperti pubblici, promuovendo innovazione ambientale e formazione.

Audit sul debito, consulte, comitati di quartiere, fondi europei

  • Audit pubblico sul debito: la gestione del debito pubblico è una scelta politica, da operare con trasparenza e con il coinvolgimento della popolazione.
  • Ricorso sistematico alle Consulte; incentivazione dei Comitati di Quartiere come organismi civici liberi e indipendenti, ma in costante confronto con l’amministrazione.
  • Attivazione delle consulte di quartiere, referendum popolari, petizioni: forme di partecipazione finalmente più vicine alla cittadinanza.
  • Trasparenza ed accessibilità dei lavori delle commissioni attraverso la pubblicazione online dei lavori sul sito del Comune.
  • Bilancio partecipativo: quota fissa del bilancio destinata a progetti proposti e votati direttamente dai residenti dei quartieri popolari.
  • Bilancio partecipativo di genere per ridurre le disparità e orientare l’azione amministrativa verso una reale equità.
  • Promozione di una politica attiva di toponomastica di genere, in continuità con la proposta “100 donne per 100 strade”, per riequilibrare la presenza femminile nello spazio pubblico e riconoscere il contributo delle donne alla storia, alla cultura e alla vita sociale della città. L’intitolazione di strade, piazze e luoghi pubblici sarà accompagnata da percorsi partecipativi con scuole, associazioni e cittadinanza, trasformando la toponomastica in uno strumento educativo e di consapevolezza collettiva.
  • Introduzione dello “Youth Check comunale” per la valutazione dell’impatto generazionale: ogni politica e investimento dell’amministrazione sarà valutato anche in base al suo impatto sulle giovani generazioni, per garantire equità intergenerazionale e orientare le scelte pubbliche al futuro della città, previa consultazione degli organismi consultivi e di rappresentanza dei giovani.
  • Istituzione del Consiglio Comunale dei Giovani, come organo di rappresentanza elettivo, con funzione consultiva e propositiva, e di attivazione di percorsi di coinvolgimento diretto dei giovani nei processi decisionali relativi alla Città, con funzioni consultive di natura preventiva e obbligatoria su tutti gli atti amministrativi, varati dal Comune, che riguardano i giovani.
  • Valorizzazione e ridenominazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi in Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle istituzioni, promuovendo la partecipazione attiva e le competenze per una cultura democratica.
  • Istituzione di Consulte giovanili in ambito metropolitano, comunale e circoscrizionale, con funzione di rappresentanza dei mondi associativi, dei movimenti studenteschi, delle organizzazioni di volontariato e dei gruppi informali, e funzione propositive e consultiva, oltreché di promozione sociale e culturale.
  • Promozione del regolamento per l’amministrazione condivisa, cornice legale che permette ai cittadini di prendersi cura degli spazi pubblici senza lungaggini burocratiche.
  • Task force dedicata all’intercettazione di bandi e linee di finanziamento europei.
  • Istituzione di uno sportello unico informativo per l’accesso alle agevolazioni e ai servizi pubblici, con funzione di orientamento per i cittadini rispetto a bonus, diritti e opportunità disponibili a livello comunale, regionale e nazionale.
  • Censimento dei beni immobili comunali: in alcuni casi da utilizzare come garanzia per accendere mutui a finalità sociale.
  • Valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, destinandoli a progetti di inclusione, cultura, lavoro e servizi per la comunità.
  • Introduzione di forme alternative al pagamento delle sanzioni amministrative per le fasce economicamente fragili, attraverso l’attivazione di lavori socialmente utili a beneficio della comunità.
  • Destinazione delle entrate derivanti dalle multe alla manutenzione e al miglioramento del manto stradale e delle infrastrutture urbane, come previsto dalla normativa.
  • Implementazione dei percorsi di transizione digitale già avviati come disposto dall’Agenzia per l’Italia Digitale, promuovendo nello stesso tempo sportelli informativi in ogni circoscrizione e percorsi gratuiti di formazione e alfabetizzazione informatica di base per tutti i cittadini.

Reggio multicentrica, quartieri come centri alternativi, restanza, integrazione metropolitana

  • Superare il concetto di periferia: costruire una Reggio multicentrica in cui ogni quartiere diventi un centro alternativo, piacevole da vivere e da visitare.
  • Ridiamo centralità ai quartieri riabitando i luoghi: servizi e collegamenti, strutture sportive, musealità diffusa, cinema, spettacoli teatrali e officine creative come presidi permanenti di vita sociale e culturale.
  • Sport come diritto e infrastruttura sociale: riqualificazione, apertura e gestione pubblica e partecipata degli impianti sportivi esistenti, con particolare attenzione ai quartieri popolari. Lo sport sarà riconosciuto come diritto di cittadinanza e strumento di inclusione sociale, salute e aggregazione: accesso garantito alle fasce deboli,utilizzo delle strutture scolastiche, sostegno alle associazioni sportive di base e promozione dello sport femminile e giovanile. Gli impianti sportivi diventeranno presidi di comunità, aperti e vissuti, non strutture isolate.
  • Riordino e valorizzazione dei mercati cittadini: I mercati rionali e cittadini sono presidi fondamentali di economia popolare e di prossimità, socialità e identità urbana. Promuoveremo un piano organico di riordino e rilancio dei mercati, volto a migliorarne qualità, accessibilità e sostenibilità. Interverremo su spazi, servizi e regolamenti per garantire condizioni dignitose agli operatori e una migliore fruizione per cittadini e cittadine: coperture adeguate, servizi igienici, gestione dei rifiuti, sicurezza, accessibilità universale. I mercati saranno ripensati come luoghi vivi e multifunzionali, integrati nei quartieri e capaci di ospitare anche attività culturali, sociali e iniziative legate al cibo, alle filiere locali e all’economia circolare. Particolare attenzione sarà dedicata al sostegno dei piccoli produttori locali e delle filiere corte, rafforzando il legame tra città e territorio.
  • Promozione del south working e del lavoro da remoto come leva per la restanza e il ritorno: attrarre giovani, professionisti e lavoratori da remoto attraverso infrastrutture digitali efficienti, spazi di coworking e servizi adeguati, contrastando lo spopolamento e rafforzando la vita nei quartieri.
  • Incentivi e servizi per giovani che desiderano tornare a Reggio, inclusi supporto abitativo, accesso a spazi di lavoro condivisi e accompagnamento all’imprenditorialità.
  • Attivazione di percorsi di collaborazione tra Comune, scuole e università per programmi di formazione e lavoro (scuola-lavoro), favorendo l’inserimento dei giovani nella vita amministrativa e nei servizi alla comunità.
  • Integrazione dell’Area Metropolitana: dialogo continuo con le aree Tirrenica, Ionica, Aspromontana e dello Stretto. Impegno per il trasferimento delle deleghe

Scuola, cultura popolare, patrimonio condiviso, città che forma e accoglie

  • L’educazione non è solo ciò che avviene in aula: è la qualità degli spazi pubblici, delle relazioni di quartiere, dell’accesso alla cultura. La cultura è infrastruttura pubblica: non un evento, ma un diritto diffuso nei quartieri.
  • Forte investimento sugli spazi educativi: ammodernamento delle strutture scolastiche e realizzazione di plessi innovativi, sicuri, confortevoli e funzionali alla costruzione di una comunità educante.
  • Servizi scolastici reali ed efficaci: mense e scuolabus garantiti come diritto, non come privilegio.
  • Scuole aperte oltre l’orario scolastico come presidi di comunità: spazi per la creatività, la socializzazione e la crescita culturale, gestiti in partnership con associazioni del territorio, aperti a bambini, giovani e adulti nei pomeriggi, nelle serate e nei fine settimana.
  • Sviluppo di una rete di Officine creative di quartiere, attraverso il riuso di immobili inutilizzati, come presidi di comunità, spazi di aggregazione e luoghi per la creatività, lo studio e l’innovazione: ambienti aperti, accessibili e attrezzati con postazioni multimediali, laboratori artistici, culturali e digitali (videomaking, progettazione videoludica, gaming), sale di registrazione, spazi di coworking e aree dedicate alla socialità, in integrazione con scuole, università e associazioni del territorio.
  • Creazione di un sistema delle biblioteche/mediateche e degli spazi di studio scolastici e di quartiere, come parte integrante della rete delle Officine creative di quartiere: ampliamento degli orari (anche serali e nei fine settimana), diffusione di aule studio nei quartieri, ambienti accessibili, attrezzati e connessi, per favorire apprendimento, creatività e socializzazione, e sviluppo del settore creativo-digitale come strumento educativo, culturale e di inclusione.
  • Riapertura e valorizzazione della Biblioteca Comunale e dell’archivio storico, per i quali va individuata una destinazione d’uso sociale e culturale complementare al servizio svolto.
  • Politiche culturali popolari e decentrate nei quartieri, con valorizzazione delle associazioni già presenti nel territorio: teatro, musica, arti visive come strumenti di coesione sociale.
  • Strutture per l’operatività delle associazioni culturali (modello Casa delle associazioni)
  • Introduzione di sistemi di agevolazione per l’accesso all’offerta culturale (musei, teatri, eventi musicali) basati sull’ISEE, per garantire una reale democratizzazione della cultura.
  • Sistema integrato del patrimonio culturale con percorsi tematici di valorizzazione che coinvolgano scuole, università e cittadinanza attiva.
  • Patto per la Street Art e per le arti pubbliche come linguaggi di appartenenza e di cura dei luoghi.
  • Valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: Il Museo rappresenta un polo culturale di assoluto rilievo per il Paese e deve diventare perno di un sistema integrato tra cultura, educazione e turismo. Promuoveremo l’accesso diffuso , la collaborazione con scuole e università e la costruzione di percorsi culturali urbani che colleghino il Museo ai quartieri, superando una fruizione isolata e valorizzandolo come bene comune.
  • Promozione della rete dei Musei (pubblici e privati) per qualificare la conoscenza del territorio nei suoi vari aspetti per l’utenza locale e esterna.
  • Avvio o ripresa dei lavori per il Museo della Visitazione e il Museo dello Strumento Musicale.
  • Dossier per la ricandidatura di Reggio a Capitale Italiana della Cultura, con il coinvolgimento di Musei, Università, Istitutie comunità locali: è fondamentale che sia un processo partecipato, non una vetrina priva di reali contenuti.
  • Investimento oculato delle entrate provenienti dalla tassa di soggiorno per alimentare progetti culturali ed educativi stabili, non episodici.
  • Attivazione e promozione del servizio civile presso il Comune, come opportunità formativa e di partecipazione civica per i giovani, rafforzando il ruolo dell’ente come luogo di crescita e cittadinanza attiva.
  • Introduzione di programmi di educazione alle competenze digitali, ambientali e civiche rivolti ai giovani, in collaborazione con scuole, Università, ETS e realtà associative del territorio.
  • Introduzione di programmi gratuiti di educazione alle competenze digitali, ambientali e civiche in collaborazione con scuole, Università, ETS e realtà associative del territorio. In particolare, per completare la transizione digitale senza ostacoli per i cittadini, attiveremo anche dei percorsi gratuiti di formazione e alfabetizzazione informatica di base per tutti i cittadini.
  • Accesso gratuito o agevolato a percorsi di formazione certificata (digitale, lingue, green jobs), con particolare attenzione ai giovani in condizioni economiche svantaggiate.
  • Nomina di direttori per Pinacoteca e Teatro Comunale, e loro rigenerazione fisica e valorizzazione in termini di offerta culturale.
  • Riapertura e consegna lavori di strutture pubbliche coperte capaci di ospitare eventi, congressi e adunanze collettive anche durante i mesi invernali.

Startup innovative, spazi per il coworking, formazione, inclusione sociale

  • Sostenere la nascita di start-up innovative ad alto impatto ambientale e sociale: economia circolare, energie rinnovabili, economia del mare, turismo responsabile, artigianato e servizi di cura e inclusione. Il Comune diventi facilitatore e incubatore — fornendo spazi, accesso ai bandi europei e semplificazione burocratica — per chi sceglie di fare impresa restando a Reggio e nell’Area Metropolitana e generando valore al servizio della comunità e dei territori.
  • Promozione dell’economia sociale e cooperativa giovanile, sostenendo la nascita di imprese collettive orientate all’impatto sociale e ambientale.
  • Messa a disposizione di spazi pubblici per i team di impresa: recupero di immobili e aree abbandonate da trasformare in Cantieri di impresa, con spazi di coworking e laboratori artigianali, con affitti calmierati e priorità ai progetti ad impatto sociale nelle periferie.
  • Formazione e accompagnamento: percorsi gratuiti con Università, ITS, enti di formazione e aziende locali per sviluppare competenze digitali, imprenditoriali e gestionali, con tutoraggio in itinere per trasformare idee in lavoro stabile, sportello unico per bandi europei e nazionali, accompagnamento gratuito alla progettazione e convenzioni con microcredito e finanza etica per chi non dispone di capitali iniziali.
  • Inclusione e ritorno dei giovani: sostegno mirato a giovani, donne e nuove cittadinanze, con incentivi per chi resta o torna a Reggio per fare impresa, contrastando lo spopolamento e costruendo opportunità nei quartieri.
  • Creazione di un fondo comunale di microcredito etico per giovani senza accesso al credito tradizionale.
  • Priorità nei bandi e negli spazi pubblici a progetti guidati da under 35 e a iniziative che favoriscano il ritorno dei giovani sul territorio.

Turismo, accoglienza, servizi

  • Sviluppo di un’offerta turistica inclusiva e diversificata, con particolare attenzione alla terza età e alle persone con disabilità: servizi dedicati, accessibilità delle strutture, percorsi facilitati e promozione di un turismo lento e sostenibile.
  • Rafforzamento dei servizi di accoglienza: punti informativi diffusi, segnaletica chiara e multilingue, strumenti digitali per orientarsi in città e conoscere eventi, servizi e itinerari.
  • Valorizzazione del turismo di prossimità: percorsi naturalistici e culturali, anche in collaborazione con associazioni e comunità locali.
  • Utilizzo trasparente e mirato della tassa di soggiorno per migliorare i servizi turistici, la manutenzione degli spazi pubblici e la qualità dell’accoglienza.
  • Sostegno agli operatori locali (strutture ricettive, guide, ristorazione, servizi) attraverso percorsi di formazione, digitalizzazione e promozione coordinata della destinazione “Reggio”.
  • Costruzione di pacchetti turistici integrati e destagionalizzati che valorizzino il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio, in connessione con l’Area Metropolitana e lo Stretto.
  • Museo del Mare come infrastruttura culturale e turistica: Sosterremo la realizzazione e la piena valorizzazione del Museo del Mare come presidio strategico per l’identità dello Stretto, capace di connettere ricerca, divulgazione scientifica, educazione ambientale e attrattività turistica. Il Museo dovrà dialogare con scuole, università e territorio, diventando un luogo vivo, accessibile e integrato nella rete culturale cittadina e metropolitana.

Riconoscimento Unesco, tutela e valorizzazione dello Stretto

  • Avviare la richiesta di riconoscimento dello Stretto come Patrimonio Unesco, insieme alle altre città che vi si affacciano, alle Università e alle associazioni culturali e ambientaliste.
  • Lo Stretto come territorio avente riconoscibilità propria (che prescinde e precede i luoghi dell’antropizzazione) a partire dall’unitarietà degli aspetti paesistici, culturali, storici, biologici, ecc.
  • Difendere, tutelare e valorizzare uno dei paesaggi più suggestivi al mondo.

Dignità, salario minimo, contrasto al lavoro nero

  • Il lavoro è un diritto e una condizione fondamentale di libertà e dignità. Contrastare precarietà, sfruttamento e lavoro nero è una priorità politica, così come creare opportunità di lavoro stabile e di qualità legate alle vocazioni del territorio. Il Comune deve tornare a essere un attore attivo: non solo regolatore, ma promotore di occupazione, diritti e sviluppo equo. Promuoveremo politiche integrate per il lavoro che uniscano servizi pubblici efficienti, formazione accessibile, sostegno alle filiere locali e strumenti di inclusione sociale, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e alle persone in condizioni di fragilità.
  • Contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento, attraverso protocolli con istituzioni competenti, sindacati e associazioni di categoria, e incentivi alle imprese che rispettano diritti e contratti.
  • Creazione di un Osservatorio comunale sul lavoro con funzioni di monitoraggio continuo su occupazione, qualità del lavoro, livelli salariali e diffusione del lavoro nero, per orientare in modo trasparente ed efficace le politiche pubbliche.
  • Introduzione di clausole sociali negli appalti pubblici: salario minimo, tutela della sicurezza, stabilità occupazionale, contrasto al dumping contrattuale. Il Comune deve essere garante di lavoro dignitoso lungo tutta la filiera degli appalti.
  • Formazione e accesso al lavoro: sviluppo di programmi di formazione gratuita e accessibile e percorsi di riqualificazione professionale rivolti a disoccupati, lavoratori precari e persone in transizione occupazionale, in collaborazione con università, ITS, enti di formazione e realtà produttive locali. Attivazione di Patti territoriali per l’occupazione per costruire percorsi concreti di inserimento lavorativo nei settori strategici del territorio.
  • Promozione di Cantieri di comunità per la cura dei beni comuni (verde urbano, manutenzione, spazi pubblici), come strumenti di inserimento lavorativo e inclusione sociale per persone in condizioni di fragilità, in collaborazione con servizi sociali, terzo settore e imprese, anche attraverso l’utilizzo e la valorizzazione dei beni confiscati.
  • Sostegno al lavoro femminile attraverso servizi per l’infanzia, politiche di conciliazione vita-lavoro e incentivi alle imprese che adottano pratiche inclusive e paritarie.
  • Promozione e sostegno alle filiere economiche locali (agroalimentare, artigianato, economia del mare), rafforzando il legame tra produzioni di qualità, territorio e lavoro.
  • Sviluppo dei green jobs e dell’occupazione legata alla transizione ecologica: energie rinnovabili, economia circolare, rigenerazione urbana e tutela ambientale come opportunità di lavoro stabile e sostenibile.
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