
La Strada in Consiglio comunale
Dall’ottobre del 2020 ad oggi, La Strada ha portato avanti diverse battaglie in Consiglio comunale, come forza di opposizione tenace e costruttiva. Di seguito un elenco, non completo, delle più significative:
• Abbiamo chiesto a gran voce che si apra una stagione davvero nuova per Reggio, a partire dal chiarimento sul debito e dalla costruzione di un bilancio partecipato. Abbiamo insistito sulla necessità di un audit pubblico sul debito: abbiamo il dovere di fare conoscere alla città le ragioni di alcune scelte, ma soprattutto le responsabilità e le irresponsabilità che ci hanno condotti sull’orlo del dissesto, per fortuna scongiurato. Saverio Pazzano ha votato contro a tutte le proposte di delibera presentate dalla maggioranza nel corso del Consiglio comunale del 30 novembre 2020, relative alla questione debitoria del Comune. Nella sua decisa spiegazione il consigliere Pazzano ha spiegato il perché, chiedendo a gran voce che si apra una stagione davvero nuova per Reggio, a partire dal chiarimento sul debito e dalla costruzione di un bilancio partecipato.
• La vicenda legata ai presunti brogli elettorali rappresenta uno degli episodi più delicati della consiliatura. La Strada ha affrontato questo tema senza esitazioni, chiedendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta che potesse chiarire eventuali responsabilità amministrative e procedurali. Non si è trattato di un intervento mosso da spirito accusatorio, ma dalla consapevolezza che la credibilità delle istituzioni passa necessariamente dalla loro capacità di indagare su se stesse. Il movimento ha analizzato il funzionamento degli uffici coinvolti, ha denunciato anomalie evidenti e ha chiesto con forza che il Comune si costituisse parte civile nei procedimenti giudiziari. Un atto dovuto verso i cittadini, affinché la città potesse dimostrare la volontà di affermare un modello amministrativo fondato sulla correttezza.
• Abbiamo evidenziato come molti regolamenti comunali siano disattesi:
Il Regolamento Randagismo, deliberato nel 2017, che prevedeva tra le altre cose la creazione di una Consulta per la tutela degli animali
L’istituto degli Assistenti civici, per creare una presenza attiva di vigilanza ed educazione civica sul territorio. Li avete visti?
Il Bilancio Partecipativo con le sue procedure di condivisione e trasparenza. Mai applicato.
Il Regolamento per attuazione degli istituti di partecipazione popolare (Delib. CC n.95-2016), che anche ad una lettura superficiale appare in sostanza disatteso. Democrazia è partecipazione, ma non a Reggio, a quanto pare.
Il regolamento per i Beni comuni urbani su collaborazione tra cittadini e Amministrazione Comunale per la cura e la rigenerazione (Delib. CC n. 47/2015), che è parzialmente adottato grazie all’attivismo di cittadini e associazioni, ma per il quale il Comune avrebbe dovuto mettere in campo tutta una serie di procedure amministrative di facilitazione e pubblicità chiaramente non adottate e per cui non si intravede alcuna volontà di farlo.
La creazione del Comitato per l’attuazione di politiche antimafia – Regolamento per istituzione ed funzionamento (Delib. CC n. 50/2015), mai attivato, su cui abbiamo più volte sollecitato anche con interrogazioni.
Il regolamento per la Concessione di Benemerenze (Delib. CC n. 8/2015) che non è neanche lontanamente adottato per la concessione del Sangiorgio d’oro. Prevederebbe, in tal senso, la condivisione e la votazione dei nominativi con il consiglio comunale. Ma il re sono io…
Il Regolamento per l’istituzione della Denominazione Comunale d’origine, con la creazione di un registro comunale dei prodotti locali. L’unica cosa garantita in questa vicenda è che è inapplicato.
La creazione della Consulta per il Dialogo con le confessioni religiose (Delib. CC n. 49/2018), mai attivata.
Il regolamento per il Consiglio Comunale dei Ragazzi (Delib. CC n. 81/2017), che non esiste.
Il Regolamento per la concessione ed uso degli Orti urbani – (delib. CC n. 96/2016), che davvero avrebbero potuto costituire uno strumento straordinario per il territorio.
Esiste un Regolamento Comunale, entrato in vigore già nel 2008 che pone delle prescrizioni per le ditte che, a vario titolo, effettuano lavori di taglio sul manto stradale pubblico. Il Regolamento per i tagli stradali prevede azioni precise per quei tagli che prevedono la posa di tubi o cavi sotterranei, la costruzione di pozzetti, allacciamenti…
Il Regolamento è un vero e proprio disciplinare che dispone prescrizioni estremamente chiare:
• La richiesta di taglio stradale ha una procedura che dovrebbe consentire una programmazione
• L’autorizzazione dovrebbe essere rilasciata solo dopo il pagamento al Comune di una cauzione o di una polizza fideiussoria. Una cauzione che il Comune dovrebbe trattenere in caso di inadempienze o lavori non a regola d’arte.
• Il ripristino ha delle modalità precise, sia per la metratura d’asfalto da asfaltare nella carreggiata sia per il perfetto rispetto della livelletta stradale. Un Regolamento che definisce il ripristino al centimetro.
A occhio e croce queste e le altre prescrizioni determinate dal Regolamento potrebbero non essere state sempre seguite nelle varie esecuzioni dei lavori. Soprattutto sarà interessante conoscere con quali misure di cauzione o di compensazione il Comune abbia tutelato gli interessi della cittadinanza e le spese pubbliche per situazioni che, oggettivamente, non sembrano aver avuto i crismi indicati dal disciplinare.
Sottolineiamo che, secondo lo stesso Regolamento, i lavori di ripristino devono essere garantiti per non meno di 12 mesi. Un tempo congruo per definire se una cosa è stata eseguita bene o male. Se benino o maluccio, il Comune in che modi o termini si è difeso negli anni?
Il 19 settembre 2024 con il consigliere Saverio Pazzano La Strada ha sollevato la questione del Regolamento in terza commissione, chiedendo la convocazione del Dirigente al ramo per conoscere la situazione nel merito.
• Il movimento civico La Strada, insieme al consigliere comunale Saverio Pazzano, ha richiamato l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria al pieno rispetto del nuovo Regolamento sul funzionamento delle Commissioni consiliari, in vigore da gennaio 2026, sottolineando come le norme sulla trasparenza non stiano trovando un’applicazione automatica ed efficace.
A fronte delle richieste di diversi cittadini, interessati a conoscere i lavori delle Commissioni su temi rilevanti per la città, emerge infatti la necessità di ricorrere ancora all’accesso agli atti, segnale di una trasparenza non pienamente garantita. Il regolamento prevede invece strumenti chiari – pubblicazione degli ordini del giorno, streaming, registrazioni e accesso ai video – pensati proprio per rendere le attività istituzionali facilmente accessibili senza passaggi burocratici.
La Strada rivendica il proprio contributo determinante nell’introduzione di queste misure, frutto di emendamenti volti a rafforzare pubblicità e partecipazione, e riconosce il lavoro svolto in fase di approvazione dal presidente Giuseppe Marino e dagli altri commissari. Tuttavia, sottolinea con forza che il risultato raggiunto sul piano normativo deve ora tradursi in pratica concreta.
Per questo il movimento chiede con urgenza che il Comune garantisca la pubblicazione sistematica delle attività delle Commissioni, rendendo effettivo il diritto dei cittadini a essere informati e a partecipare consapevolmente alla vita democratica, affinché la trasparenza diventi una prassi ordinaria e non un percorso a ostacoli.
• A seguito della crisi causata dalla sospensione del sindaco Falcomatà, abbiamo presentato una mozione di sfiducia regolarmente protocollata presso l’Ufficio del Presidente del Consiglio il 22 novembre 2021. La mozione non è stata firmata dai consiglieri delle altre minoranze, ciò che ha fatto perdere l’occasione di discutere la sfiducia in Consiglio comunale e sancire il fallimento politico e amministrativo della maggioranza.
Avremmo avuto – tutte le minoranze – i numeri per portare la sfiducia in Consiglio Comunale! Lì avremmo avuto modo di sancire il fallimento politico e amministrativo di questa amministrazione comunale e quindi votare la sfiducia al Sindaco. Sempre lì, nella sede del Comune, qualora non si fosse riuscito a sfiduciare, avremmo avuto presentare le dimissioni direttamente in modo irrevocabile ed immediatamente efficace. Siamo sempre stati convinti della necessità di ornare al voto, ma anche che occorresse farlo davvero e nei modi e nei termini che consentissero di fare una seria valutazione politica della pessima gestione Falcomatà. Abbiamo più volte rinnovato l’invito all’opposizione a firmare la mozione di sfiducia. Solo così saremmo stati in grado di fare, finalmente, un ragionamento politico, di chiudere con questa amministrazione, di tornare al voto, di discutere del futuro di questa città all’interno del Senato cittadino, senza farci colonizzare da decisioni calate dall’alto, che siano i feudi del centrosinistra o le segreterie politiche nazionali del centrodestra, che indicano rispettivamente la via del rimpasto e quella delle dimissioni condizionate. E stiano certi tutti che, nel caso delle reali intenzioni di andare dalla Segreteria Generale per dimettersi davvero in maniera irrevocabile, la firma di Saverio Pazzano non mancherà.
Siamo ancora in tempo. Si discuta la sfiducia e si torni finalmente alle urne!
• Abbiamo presentato la mozione “Giovanni Di Leo”, che richiede il ricalcolo delle tariffe idriche SoRiCal. La SoRiCal, secondo la sentenza della Corte Costituzionale, quindi il più alto ordine dello Stato, e di un parere tecnico della Regione nel 2012, sentenze del Tar, delibere della Corte dei Conti, presenta tariffe illegittime. Queste ultime sono state calcolate sulla base non della normativa nazionale, ma di quella regionale che non poteva operare in tal senso. Secondo il calcolo effettuato e pubblicato da Giovanni Di Leo, nostro candidato alle Comunali prematuramente scomparso, al Comune di Reggio Calabria spetterebbe un conguaglio tra i 14 e i 18 milioni di euro. Sono somme che bisogna andare a chiedere con forza e coraggio. Resta da verificare se la politica avrà il coraggio e la forza di spezzare gli schemi del passato, operando nell’interesse esclusivo della cittadinanza. La mozione Giovanni Di Leo è stata approvata dal Consiglio Comunale, un chiaro atto di indirizzo politico a chiedere conto di quanto avvenuto dall’avvento di SoRiCal ad oggi. Un momento storico.
• Sull’emergenza idrica, abbiamo avanzato una serie di proposte: 1) L’immediata istituzione di una squadra di controllo per verificare abusi e usi illegittimi dell’acqua. Se non c’è il personale perché il Comune possa farlo, si chieda aiuto ad altre Istituzioni. La questione è urgente e chi amministra la città non può limitarsi a rilevare con semplici dichiarazioni il problema degli abusi, ma ha il dovere di mettere in campo tutte le strategie di controllo. Controllo che, ad oggi, di fatto non esiste. 2) L’immediata organizzazione di un piano orario del razionamento, perché la cittadinanza possa programmarsi ed avere, in massima trasparenza, tutte le informazioni di cui necessita. L’assenza di informazione è un disservizio nel disservizio, un arbitrio nell’arbitrio. 3) I manovratori vengano forniti di un registro in cui annotare le manovre effettuate per consentire una organica analisi delle problematiche e delle aree in cui arriva l’acqua e a quali orari. 4) Un servizio di autobotte efficiente. L’emergenza c’è ed è innegabile. Certo non è dignitoso nel XXI secolo dover parlare di autobotte per portare l’acqua ai cittadini… Ma purtroppo è innegabile anche il fatto che per giorni interi molti cittadini restano senz’acqua, con serie conseguenze per la salute e la gestione domestica. Ad oggi il Comune dispone di una sola autobotte con un solo autista ed è, peraltro, in grado di coprire solo un turno di lavoro e non i festivi. Davvero insufficiente per le esigenze della popolazione. Serve almeno un’ulteriore autobotte con autista, il Comune si attivi immediatamente in tal senso. Anche questo era programmabile e non è stato fatto, ma almeno si corra ai ripari.
• Abbiamo chiesto che il Comune attivi gli strumenti consentiti dalla legge perché la cittadinanza residente nelle aree sottoposte ad ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua per il consumo umano sia esentata dal pagamento delle tariffe idriche per tutto il periodo in cui l’ordinanza stessa risulti in vigore. Dal 15 novembre 2022 decine di migliaia di persone non hanno l’acqua potabile in casa e non possono comunque utilizzare l’acqua per il consumo umano. Sono gli abitanti dell’area servita dal serbatoio di Pietrastorta, per cui ancora è valida l’ordinanza sindacale che vieta di utilizzare l’acqua. A loro, dopo un mese, si sono aggiunti i cittadini serviti dal serbatoio comunale in località Castagneto. Per questi due casi La Strada ha presentato una interrogazione, nella speranza che arrivasse un tempestivo riscontro in grado di dare alla cittadinanza quella risposta che attende da mesi alla domanda: quando potremo tornare a utilizzare l’acqua nelle nostre case?
Purtroppo la risposta non è ancora arrivata e il consigliere Saverio Pazzano lo ha ricordato nell’ultimo consiglio comunale. Proprio nel consiglio comunale del 30 gennaio 2023 sono però arrivate alcune risposte del Sindaco, che certo dovranno essere confermate dalla risposta formale proveniente dagli uffici. Nell’interrogazione La Strada aveva rilevato come già due anni fa per il serbatoio di Pietrastorta fosse stata disposta un’ordinanza di non potabilità e aveva, quindi, posto il quesito sulla manutenzione e sulla sicurezza di quell’acqua.
Parrebbe che, dopo l’interrogazione de La Strada, sia stata revocato per inadempienza l’incarico alla ditta che curava il sistema di clorazione. A questo punto sembrerebbe che si attendano nuove analisi dell’ASP per valutare le condizioni dell’acqua.
È necessario che l’acqua sia super controllata e ci mancherebbe altro. Ma tre mesi senza nuove comunicazioni (eccetto queste derivanti dall’impegno de La Strada) e senza acqua potabile sono davvero ingiustificabili.
Il consigliere Pazzano ha già anticipato che in fase di bilancio previsionale vorrà vedere come si comporterà l’Amministrazione nel calcolare la quota prevista derivante dalle tariffe dell’idrico. Chi non ha acqua potabile non dovrebbe pagare. Migliaia di utenti da tre mesi non hanno l’acqua potabile e se dovesse essere confermata l’inadempienza rispetto alla clorazione questo potrebbe avere anche delle concause. Aspetti per cui sarebbe auspicabile il Comune non prevedesse proprio il pagamento dell’acqua per gli utenti ricadenti nelle aree e nei periodi sottoposti ad ordinanza. Bisognerebbe evitare i ricorsi, che hanno costi di tempo e denaro per tutti, cittadini e Amministrazione.
• Abbiamo predisposto una mappa delle microdiscariche abusive cittadine da mettere a disposizione degli uffici preposti. Uno strumento di cittadinanza attiva, un modo per evidenziare le problematiche ambientali del nostro territorio attraverso le segnalazioni della cittadinanza all’indirizzo dedicato segnalazioni@la-strada.it (https://la-strada.it/mappa-delle-microdiscariche/).
• Abbiamo richiesto un Consiglio comunale straordinario sull’emergenza rifiuti. Saverio Pazzano ha richiesto il 12 dicembre 2020 lo svolgimento di un consiglio straordinario sul tema dei rifiuti. Serve un incontro specifico che affronti punto per punto tutto ciò che è connesso ai rifiuti: TARI, vivibilità, decoro urbano, sicurezza, salute, ambiente. Serve una soluzione organica e definitiva. “Perché questa non è un’emergenza, ma una questione strutturale”, ha ribadito Pazzano. “Un consiglio comunale straordinario con carattere di urgenza permetterà di studiare e ragionare sule carte e i documenti relativi alla questione, con il contributo fondamentale della commissione ambiente”.
• Reggio Calabria da un paio d’anni non riesce a superare il 40% di differenziata, è una percentuale oltre la quale non è possibile andare in assenza di misure urgenti, necessarie e non più procrastinabili.
Crediamo sia impossibile superare questa soglia senza intervenire sulle utenze non domestiche. Nell’intervento in Consiglio comunale del 7 dicembre 2023 con Saverio Pazzano abbiamo chiesto: che il Comune attivi tutto il supporto e dia le opportune comunicazioni, perché alle scuole sia garantita la raccolta differenziata. Non sfugge la valenza diseducativa della mancata raccolta differenziata per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Anche laddove la differenziazione dei rifiuti viene svolta opportunamente, risulta la raccolta sia indistinta e, dunque, si trasformi tutto in indifferenziato. Che, a partire da palazzo San Giorgio, l’Amministrazione dia il buon esempio con la differenziazione dei rifiuti. E che lo stesso faccia, naturalmente, con tutte le proprie sedi e gli uffici. Che vengano convocate le associazioni di categoria delle utenze non domestiche commerciali per definire le criticità e affrontarle. Che il Comune attivi tutto il supporto e dia le opportune comunicazioni, perché in tutti gli uffici pubblici delle diverse istituzioni sia effettuata e garantita la raccolta differenziata. Che si effettuino le opportune verifiche a che la socieà che gestisce la raccolta effettui secondo il calendario la differenziata per le utenze non domestiche. Se ci sono criticità si apra il subito confronto per risolverle.
Abbiamo sottolineato nel settembre 2024 come la Tari a Reggio sia tra le più alte d’Italia, quinta nella classifica dei Comuni italiani. Abbiamo avanzato delle misure concrete perché la Tari possa pesare meno in bolletta.
• Molti incendi in Calabria – e il territorio di Reggio non fa eccezione – sono di origine dolosa. Tra gli strumenti che le istituzioni possono e devono adottare per limitare il rischio degli incendi, controllare e monitorare la situazione c’è il Catasto Incendi. Uno strumento obbligatorio per le amministrazioni comunali. All’inizio dell’estate 2022, nell’assemblea civica pubblica e molto partecipata che abbiamo tenuto sulla scalinata di via Due Settembre, abbiamo preso un impegno: sollecitare il Comune di Reggio Calabria a dotarsi di questo strumento fondamentale. Lo abbiamo fatto tramite gli interventi in consiglio comunale, attraverso le commissioni e gli uffici. Nell’autunno dello stesso anno, in un monitoraggio che abbiamo effettuato in commissione, abbiamo avuto riscontro di un lavoro iniziato e avanzato. Il 24 luglio 2023, all’ennesima sollecitazione del gruppo La Strada con Saverio Pazzano in consiglio comunale, abbiamo avuto finalmente la notizia molto attesa. Il Sindaco Brunetti ci ha informato che il Catasto Incendi sarebbe andato a determina nei giorni successivi. Nel settembre 2023, il Catasto Incendi (aggiornato al 2022) è finalmente pubblicato all’albo del Comune di Reggio Calabria. La commissione del 19 settembre 2023 si confronta per la prima volta con le Guide del Parco d’Aspromonte; nel corso dell’interessante confronto, giungono i ringraziamenti ufficiali nei confronti del nostro lavoro per il catasto incendi. Quasi due ore con documenti alla mano. Alla fine si è deciso che la Strada butti giù due/tre punti su cui il consiglio e l’amministrazione si impegneranno per la prevenzione in vista del 2024.
• Abbiamo depositato un’interpellanza al sindaco f.f. Paolo Brunetti sulla riscossione dei tributi locali e sull’altissima percentuale di evasione degli stessi. Le condizioni di invivibilità della città sono causate anche da questo aspetto, che non solo provoca un danno alle economie di Reggio, ma anche – nel caso della Tari – un enorme numero di persone e di esercizi che sversano rifiuti indifferenziati per strada. Com’è possibile che decine di migliaia di persone – non poche centinaia – sfuggano a qualunque controllo? Su questo abbiamo fatto proposte precise. Abbiamo audito dirigenti e assessori, ma, al di là di dichiarazioni di intenti, non abbiamo visto all’atto un piano complessivo di lavoro tra i settori competenti, né di modalità di individuazione soprattutto dei non iscritti a ruolo. Ricordiamo che nell’ultimo rendiconto al 31/12/2021, ad esempio, per la Tari nell’evasione il rapporto tra accertato è riscosso è dello 0,43%; quello relativo alle sanzioni amministrative per il codice della strada è del 33,77% e nel 2020 addirittura del 93,89%. Ambiti e dinamiche diversi, per carità, ma nel ragionamento complessivo vuol dire che si può fare attivando i giusti strumenti. Strumenti che, nella nostra società telematica, ci sembra impossibile non siano a disposizione di un’Amministrazione Pubblica.
• Abbiamo richiesto che, in ottemperanza alla Delibera n. 18 del Consiglio comunale del 27 aprile 2012, sia prevista l’esenzione completa dai tributi locali per le imprese che hanno sporto denuncia contro il racket. Si tratta di una semplice misura di civiltà, significativa per stare vicino a chi resiste e dice NO alla logica ’ndranghetista che attraverso il pizzo pretenderebbe di controllare il territorio. C’è bisogno di misure chiare e nette che indichino, non a chiacchiere, che il Comune si spende e si impegna contro la ’ndrangheta.
• Il 7 ottobre 2022 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una modifica al Regolamento comunale sulla toponomastica che sancisce il criterio della parità di genere per le nuove intitolazioni di strade e piazze cittadine. Questa conquista dal grande valore culturale e simbolico è il coronamento di una battaglia portata avanti per due anni, in Consiglio e nelle commissioni, dal gruppo La Strada e dal consigliere Saverio Pazzano, che ha proposto la mozione e si è battuto perché fosse approvata e rimessa all’ordine del giorno ogniqualvolta veniva accantonata. È un cammino che parte da lontano, dalla nostra campagna “100 donne per 100 strade”, avviata nell’estate del 2019.
• Abbiamo presentato una risoluzione che avrebbe impegnato il Sindaco e la Giunta a sostenere con azioni politiche il percorso di approvazione parlamentare del disegno di legge Zan contro le discriminazioni omolesbobitransfobiche. Purtroppo la risoluzione ha incontrato il 30 giugno 2021 in Consiglio comunale il parere negativo non solo, come prevedibile, dell’opposizione di destra, ma anche della maggioranza, con la lodevole eccezione delle consigliere Martino e Nucera.
• Abbiamo chiesto insistentemente al sindaco f.f. Brunetti la convocazione urgente di un Tavolo quindicinale su Arghillà. Il Tavolo si è riunito per la prima volta il 24 giugno 2022. Non abbiamo mollato di un passo sulla richiesta che il Tavolo non avesse più una dimensione emergenziale, ma mirasse piuttosto a una visione programmatica. Una prospettiva che non guardi ad Arghillà come a un territorio perduto, ma la consideri come un luogo dove crescono e devono essere aiutate a crescere belle realtà, dove le persone devono avere pieno diritto a vivere bene.
• Abbiamo presentato un’interpellanza sul progetto di riqualificazione del Rione G e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria del quartiere. Con la nostra interpellanza abbiamo sollevato pubblicamente la questione: cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per questo quartiere che versa in stato di abbandono e per cui il progetto di riqualificazione resta appeso a data da destinarsi?
Da più di quindici anni sul Rione sono stati fatti diversi progetti di riqualificazione, ma per ragioni diverse, dal Decreto Reggio ai fondi React-Eu non se n’è mai fatto niente. E il Rione G versa in condizioni che rasentano l’invivibilità. La Strada segue da tempo la storia di questo Rione e, da un approfondimento degli atti relativi alla situazione attuale, il consigliere Saverio Pazzano ha rilevato come il progetto di riqualificazione per il Rione G -prima programmato- sia stato invece stralciato dai fondi previsti con il React-Eu. Di fatto è un progetto definanziato e che, ancora, non è arrivato neanche alla fase esecutiva. Quanto tempo dovrà passare perché questo storico Rione di Reggio veda la sua riqualificazione? Che visione di sviluppo ha l’Amministrazione Comunale per questa area? E quali interventi – necessari, urgenti, improcrastinabili – di manutenzione ordinaria e/o straordinaria l’Amministrazione Comunale prevede per il Rione G?
• Nell’ambito dei progetti utili alla collettività (PUC), l’impegno de La Strada ha contribuito a raggiungere un risultato estremamente significativo nell’ottica dell’inclusione sociale e dell’inserimento in lavori di pubblica utilità dei detenuti, con l’approvazione nelle Commissioni di due PUC elaborati dai gruppi di lavoro del movimento. Queste attività progettuali, rivolte al mondo ristretto, si ispirano agli articoli 3 e 27 della Costituzione, essendo orientate tanto alla formazione e al pieno sviluppo della persona, quanto al reinserimento e alla rieducazione dei soggetti condannati per reati vari. Il progetto denominato “La strada giusta” intende creare una relazione tra il mondo dell’istruzione e quello penitenziario, consentendo uno scambio di umanità e di esperienze con un forte intento pedagogico. Il progetto denominato “Mi riscatto per Reggio” mira al reinserimento della persona reclusa con un’attività orientata al decoro e al rispetto dell’igiene urbana. Entrambe le attività sono rivolte a detenute e detenuti ammessi ad uscire dagli istituti penitenziari e indicati dalla direzione degli Istituti medesimi.
• Abbiamo segnalato a più riprese il mancato rispetto degli impegni assunti rispetto alle figure professionali degli assistenti educativi. Il 25 febbraio 2022 ci siamo incontrati presso palazzo San Giorgio per un tavolo di confronto con gli assistenti educativi, alla presenza dei dirigenti e degli assessori dei settori preposti allo svolgimento del servizio di assistenza educativa e dei relativi pagamenti alle lavoratrici e ai lavoratori. Anni di disorganizzazione non hanno mai consentito il pagamento degli stipendi in tempi congrui, dignitosi e civili. In occasione di quell’incontro l’amministrazione comunale ha preso una serie di impegni sui tempi dei pagamenti. Non uno di quegli impegni è stato rispettato. Il 4 settembre del 2022 abbiamo dunque chiesto la convocazione immediata di un nuovo tavolo in cui si portassero fisicamente tutti gli atti prodotti dagli uffici dal 25 febbraio 2022, per verificare se e in che modo ciascuno avesse lavorato, con le date degli atti, l’organizzazione degli uffici per raggiungere gli impegni presi dal Comune in quel 25 febbraio, il lavoro degli assessori perché gli uffici operassero adeguatamente in linea con l’indirizzo preso al tavolo. Nel mese di maggio 2024 si è raggiunto un importante traguardo: più di 240 lavoratrici e lavoratori dell’assistenza educativa hanno finalmente ottenuto un corretto inquadramento professionale, contratti con salari migliori, più veloce garanzia dei pagamenti.
• È stata accolta in commissione la nostra proposta di modifica perché lo scuolabus comunale, che si attiva per un minimo di 8 bambini, si attivi invece anche per un bambino, se ci sono le condizioni economiche, gli svantaggi di isolamento e le condizioni che lo giustifichino. Il 26 febbraio, nel corso del Consiglio comunale, è stato votato a maggioranza un emendamento proposto da La Strada che modifica il Regolamento per il trasporto scolastico come su indicato. Sono state accolte inoltre le modifiche al regolamento commissione mensa scolastica. Con le proposte che abbiamo disposto, genitori e docenti membri della commissione potranno svolgere un servizio di controllo e consulenza più sereno e, soprattutto, la commissione sarà attiva e pronta perché la mensa parta dal mese di settembre, e non, come succede, dall’inverno.
Insomma, perché i bambini possano avere la mensa (e chi la controlla) dall’inizio del tempo pieno a scuola e non dopo mesi.
• Abbiamo presentato un’interpellanza chiedendo risposte certe sulla casa per i senza fissa dimora che Reggio aspetta da anni e sul piano di accoglienza comunale per i senzatetto. Anni di promesse disattese, di indicazioni diverse da parte dell’Amministrazione di fatto sempre cambiate in corsa senza alcun risultato vero. La società reggina ha più volte chiesto un intervento per chi non ha un tetto, avviando anche delle raccolte firme e sollecitando più e più volte l’Amministrazione Comunale, ricevendo in cambio la promessa che “entro il prossimo inverno avremo una struttura”. Di inverno in inverno abbiamo attraversato anche il lockdown e siamo arrivati all’inverno del 2023 senza che vi fosse ancora un luogo attrezzato per l’accoglienza. Negli ultimi intenti dell’Amministrazione Comunale c’era quello di destinare all’accoglienza dei senza fissa dimora una struttura in località Pietrastorta. Se ne parlava in realtà da un paio d’anni, senza nulla di concreto. La Strada ha chiesto formalmente conferma rispetto all’attivazione della struttura e notizie rispetto alla predisposizione di un piano di accoglienza comunale. Dopo anni di battaglie, nel settembre del 2023, finalmente apprendiamo che il Comune di Reggio Calabria si è dotato di un dormitorio comunale destinato alle persone senza fissa dimora sito in via Vecchia Cimitero. È il frutto di un lungo impegno, fatto di sit-in, interrogazioni e interpellanze, che ha portato all’apertura di un servizio indispensabile per chi vive in strada.
• Nel settembre 2024 La Strada ha preparato un report con le condizioni attuali degli spazi pubblici, innanzitutto delle aree giochi.
• Abbiamo richiesto un Consiglio comunale straordinario sull’emergenza Covid in città e segnalato i disservizi nell’applicazione del Piano vaccini Covid-19. “Adesso non possiamo più aspettare”, ha detto Saverio Pazzano nel corso del Consiglio comunale del 26 ottobre 2020, in rappresentanza del gruppo de La Strada e di Riabitare Reggio, “è chiaro che la questione emergenziale in cui ci troviamo non può essere affrontata semplicemente dal Sindaco e dalla sua Giunta, ma deve trovare spazio e soluzioni qui, dove sono rappresentate le voci della città, tutte, non solo quelle di una maggioranza eletta ma che non può rappresentare la vera maggioranza di una città che soffre molte emergenze dentro l’emergenza Covid. Per evitare che anche a Reggio si verifichino situazioni di seria tensione e per trovare insieme modalità di intervento e soluzioni concrete alle tantissime problematiche cittadine connesse al Coronavirus, occorre che si torni da subito alla centralità del Consiglio Comunale e che si costruisca insieme, unitamente alle parti sociali e ai corpi intermedi, una strategia per affrontare il difficile momento. Questo è l’unico modo di rappresentare Reggio in questa situazione estremamente complessa. Basta coi piccoli gruppi in rappresentanza di se stessi, siano essi di governo o di opposizione. Bisogna cambiare, adesso dobbiamo dimostrare alla città di essere pronti al dialogo e all’ascolto con tutte e tutti. Nessuna task force potrà mai rappresentare tutti quei bisogni che solo questa assemblea può riportare. Si dovrà lavorare insieme anche con gli esperti. Un Consiglio Comunale urgente e straordinario con all’ordine del giorno l’emergenza Coronavirus è l’unico modo di rappresentare le istanze stesse della città. Facciamolo, presto”.
• Il 10 maggio 2025 siamo scesi in piazza a Catanzaro per il diritto alla salute di tutta la cittadinanza calabrese, insieme a tutte quelle realtà che non accettano più il collasso della sanità calabrese come una condanna ineluttabile. Reparti svuotati, pronto soccorso al collasso, ambulanze senza medici, operatori sanitari spremuti e mai ascoltati. La Calabria ha bisogno di cure vere, non di commissariamenti infiniti e promesse vuote. Il personale sanitario è stremato, spesso lasciato senza gli strumenti minimi per lavorare in sicurezza. Turni infiniti, ambulanze senza medici, stipendi e indennità bloccati, ferie negate. I cittadini si trovano ogni giorno a fare i conti con attese interminabili, reparti chiusi, servizi che scompaiono.
• Chi lavora dentro la sanità, la tiene in piedi con fatica. Ma chi ci governa, spesso, la ignora. E invece la salute non è un favore che ci viene concesso: è un diritto.
• La Strada segue da sempre con attenzione le sorti del Lido Comunale, bene fondamentale per la città di Reggio Calabria. Nel tempo abbiamo visto solo abbandono, degrado e interventi quantomeno discutibili, senza programmazione apparente. Con il consigliere Saverio Pazzano abbiamo richiesto in commissione a che punto fossimo con le indagini sulla stabilità del Lido Comunale. Abbiamo chiesto di sapere in tempi celeri quali azioni di consolidamento, quali tipologie di intervento andassero ragionate in fase di progettazione. Abbiamo sollecitato perché il Comune eseguisse il prima possibile questi necessari e propedeutici adempimenti tecnici.
• Abbiamo votato contro la mozione relativa al progetto Mediterranean Life, approvata in Consiglio comunale da maggioranza e centrodestra. Con questo modello di sviluppo, piuttosto che puntare su una visione di città armonica, che riconcili i residenti col territorio costiero e attragga un turismo a misura di persona, si punta allo stravolgimento dei paesaggi culturali urbani. Il nostro è stato il solo voto contrario. Una struttura come il Mediterranean Life risulta a nostro avviso già obsoleta, essendo ancorata a un immaginario totalmente sganciato dalle nuove logiche dell’abitare e del viaggiare. Quest’ultime sono infatti improntate a un turismo “slow”, all’offerta di esperienze e di stili di vita, che non vanno stravolti con urbanizzazioni alienanti, ma valorizzati secondo un’estetica che tenga insieme cultura e natura. La “green city” che abbiamo in mente è caratterizzata dalla dimensione della cura, che significa progettazione e manutenzione degli spazi urbani, realizzazione di architetture “minimaliste” a basso consumo di suolo, di una mobilità gentile su infrastrutture leggere. Solo questo può far traghettare Reggio verso la contemporaneità, creare posti di lavoro duraturi e un turismo integrato con la quotidianità della città.
• Il 7 marzo 2025 presso la sala Commissioni di Palazzo San Giorgio, La Strada ha organizzato un intervento pubblico su Piazza del Popolo. Il mercato di Piazza del Popolo è l’unico mercato della città che ha operato in totale continuità per più di 70 anni: è quindi il vero mercato storico di Reggio. Il partecipato incontro ha dato molti e competenti spunti perché l’Amministrazione Comunale possa fare, per Piazza del Popolo, una scelta ponderata che salvi i lavoratori del mercato e salvi la storica funzione della Piazza, valorizzandola.
Il consigliere comunale Saverio Pazzano e il movimento civico La Strada hanno illustrato, il 13 maggio 2025 nella Sala dei Sindaci di Palazzo San Giorgio, il progetto di riqualificazione di Piazza del Popolo a Reggio Calabria. L’iniziativa, al centro di un’assemblea pubblica molto partecipata dagli operatori del mercato, da associazioni e cittadini, alla presenza anche del Sindaco e di diversi consiglieri, punta a trasformare la storica piazza in un luogo moderno, accessibile e multifunzionale, capace di rispondere ai bisogni della comunità e rilanciare il ruolo del mercato cittadino.
Nel marzo del 2026, il riordino dei mercati che viene approvato in Commissione VI accoglie la proposta frutto del dossier de La Strada, che prevede per Piazza del Popolo uno spazio polifunzionale: al mattino il mercato storico ed eventi culturali e sportivi al pomeriggio.
Vogliamo restituire a Piazza del Popolo un mercato pulito, ordinato e storico, capace di fungere da punto di incontro tra centro e periferia, in un’ottica di economia di prossimità, e allo stesso tempo desideriamo che la piazza resti punto di aggregazione per la cultura e la libera socializzazione, coniugando le varie esigenze. La nostra visione non si ferma alla pianificazione urbanistica. Abbiamo dialogato responsabilmente con l’Amministrazione e lavorato con la cittadinanza, con gli operatori del settore, con gli studiosi e con i tecnici per creare un progetto che sia sostenibile e rispettoso della storia della città.
La Strada ha proposto inoltre che la futura Casa della Memoria, già approvata in commissione, trovi sede nell’ex Palazzo del Fascio di Piazza del Popolo, un edificio emblematico per la sua storia, proponendo un modello simile a quello del Museo di Via Tasso a Roma. “Un luogo che non solo racconti la memoria, ma che diventi un polo di cultura viva per tutta la città”.
• Ci siamo opposti convintamente e fermamente al progetto del Ponte sullo Stretto. Come detto nel corso del Consiglio comunale del 23 marzo 2023, il Ponte è un’idea impraticabile oltreché obsoleta. Abbiamo aderito al contempo alla proposta di Europa Verde e delle associazioni ambientaliste di creare un Parco Nazionale dello Stretto e della Costa Viola. La nostra militanza No Ponte non si cancella, anzi, si è messa per Strada, per prendersi cura dello Stretto, per imparare a riabitarlo, per difenderlo da chi, a ondate regolari, ambisce a deturparne l’incanto. Abbiamo chiesto pertanto, ai sindaci calabresi e siciliani, e in primis a quelli dell’Area dello Stretto, di opporsi fermamente a questa decisione, presa ancora una volta senza rispetto per le comunità e per i loro più autentici bisogni. La qualità della vita si misura anche, anzi, oseremmo dire soprattutto, dalla parte di bellezza che ci è data in dono. La meraviglia dello Stretto è gratuita, come tutti i tesori più autentici, e noi intendiamo consegnarla all’umanità piuttosto che agli interessi miopi di pochi. Ovviamente, il tema della mobilità sullo Stretto è per noi centrale, investe la continuità territoriale e una migliore integrazione sociale ed economica delle comunità dell’Area Metropolitana dello Stretto. Nel nostro programma si ritrova il potenziamento dei servizi di traghettamento verso Messina e le Eolie, con tariffazione agevolata per i residenti, prevedendo, inoltre, l’istituzione di una flotta intermunicipale, che mandi in soffitta il predominio del privato nella gestione dell’attraversamento dello Stretto. Voler risolvere il problema della mobilità sullo Stretto attraverso il Ponte o pensare che quest’ultimo possa rappresentare un’opportunità di crescita economica per il Mezzogiorno significa mistificare la realtà di un’opera irreversibilmente dannosa sia per l’ambiente sia per le prospettive di sviluppo di Calabria e Sicilia. Il 1° marzo 2024, presso l’Aula consiliare “Pietro Battaglia” di Palazzo San Giorgio, abbiamo promosso la partecipata iniziativa “Ponte non praticabile”, durante la quale abbiamo chiesto al sindaco Falcomatà di convocare un Consiglio comunale aperto sulla questione. A fine maggio 2024, la nostra mozione che chiede la sospensione di qualunque attività propedeutica al Ponte sullo Stretto e l’apertura di un tavolo istituzionale di confronto è stata approvata nella terza commissione consiliare. Per il 14 giugno 2024 è stato finalmente convocato il Consiglio comunale aperto sul tema Ponte sullo Stretto da noi richiesto, da svolgersi in piazza Italia e aperto alla cittadinanza. Nel novembre 2024 La Strada ha partecipato a Roma all’ importante mobilitazione organizzata dalla CGIL per il No al Ponte.
“Il punto sul Ponte”. È questo il titolo dell’iniziativa che il mercoledì 11 dicembre 2024 si è tenuta presso la sala dei Sindaci di Palazzo San Giorgio. L’incontro di mercoledì 11 è stato organizzato da La Strada e vi aderiscono Comitato “Ti Tengo Stretto” Villa San Giovanni, CGIL, Legambiente, il comitato messinese Invece del Ponte, ANPI area metropolitana di RC, il Partito Democratico, che aderisce anche con il circolo PD di Villa San Giovanni “Tonino Giordano”, l’Alleanza Verdi Sinistra, il Movimento 5 Stelle, Possibile Calabria, Rete No Ponte-Calabria, il circolo di Sinistra Italiana “Rosa Luxemburg”, venticinqueaprile AMPA. Il 19 febbraio 2025 Saverio Pazzano ha partecipato all’incontro organizzato al Parlamento europeo contro il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina su invito dell’europarlamentare Pasquale Tridico. In qualità di consigliere comunale di Reggio Calabria e membro del movimento civico “La Strada”, Pazzano ha portato all’attenzione delle istituzioni europee le preoccupazioni della comunità locale riguardo a un progetto che comporterà rischi ambientali e sociali considerevoli. 29 maggio, alle ore 17 siamo stati a Piazza Italia, di fronte alla Prefettura dove è stato ricevuto il Ministro Salvini in merito al Ponte sullo Stretto e alle questioni di sicurezza e contrasto alle infiltrazioni mafiose connesse all’opera. Noi ci siamo stati, prendendo lo spazio pubblico che il Ministro e il Governo non hanno voluto dare al territorio in ascolto e partecipazione, siamo stati lì insieme a sigle, associazioni, alla CGIL per dire Sì all’Area dello Stretto e NO a questo grande inganno, a questo sciagurato progetto che intanto rischia di distruggere la nostra costa e che priverà della casa centinaia di famiglie destinate all’esproprio.
• Il 31 agosto 2024 abbiamo promosso un incontro pubblico sull’autonomia differenziata con il professore Gianluca Passarelli della Sapienza Università di Roma, dopo aver partecipato alla raccolta firme per il referendum abrogativo di questa legge spacca-Italia.
L’iniziativa, promossa da La Strada, è stata organizzata in collaborazione con CGIL, Anpi area metropolitana RC, UDI Unione Donne in Italia-RC, AMPA venticinqueaprile, Territorio e Progresso, Legambiente Reggio Calabria, Circolo del Cinema Zavattini, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Possibile. Una rete di sindacati, associazioni, movimenti, partiti insieme per un tema intorno a cui è sempre più necessario sollecitare partecipazione e coinvolgimento.
• Abbiamo chiesto, con il consigliere Saverio Pazzano, che si provveda urgentemente a definire l’impiego della spesa dell’imposta di soggiorno come prevede il Regolamento e non con delibere o decisioni che non tengono conto della necessaria concertazione con gli operatori.
Peraltro, lo strumento dell’ascolto degli operatori si rivelerebbe un ottimo strumento per contrastare l’evasione: coinvolgere nel processo decisionale per dare il senso immediato della ricaduta dell’imposta e definire, di fatto, una forma di controllo interna e di partecipazione.
È ipotizzabile che siano decine di migliaia gli euro che la città ogni anno perde per l’evasione dell’imposta. Non possono essere sufficienti controlli a campione, occorre attivare strumenti operativi diversi: a partire dal coinvolgimento degli operatori nella destinazione delle risorse.
• Nel luglio del 2022, si apprende che 79 lavoratrici e lavoratori del nostro territorio rischiano il posto di lavoro per la chiusura, programmata entro il primo trimestre del 2023, dello Stabilimento Caseario “Alival”. La Strada con il suo consigliere Saverio Pazzano ha posto la situazione all’attenzione della settima commissione consiliare, con una proposta di mozione per dare al Sindaco e al Comune tutto il sostegno istituzionale possibile – in rappresentanza della cittadinanza tutta – a formalizzare in ogni sede deputata la necessità che Alival non chiuda e che non un posto di lavoro sia perduto.
• Il Consiglio comunale di Reggio Calabria ha approvato all’unanimità la mozione a sostegno dell’iniziativa popolare “Ma quale casa?” per l’inserimento del diritto all’abitare nella Costituzione. Una battaglia che vede il coinvolgimento diretto di amministratori, comitati, sindacati e associazioni cittadine. Una mozione condivisa per rispondere al disagio abitativo. Mercoledì 21 maggio, presso la Sala dei Sindaci di Palazzo San Giorgio, si è svolta la conferenza stampa sulla mozione “Ma quale casa?”, proposta dal consigliere Saverio Pazzano e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Reggio Calabria. L’obiettivo è ambizioso: sostenere la raccolta firme per una petizione di iniziativa popolare che chiede l’inserimento del diritto alla casa nella Costituzione italiana. Hanno partecipato alla conferenza, oltre a Pazzano, i consiglieri Gianni Latella e Giuseppe Giordano, insieme ai rappresentanti del comitato promotore: Giacomo Marino (Un mondo di mondi), Sandro Vitale (Ampa 25 Aprile), Maria Concetta Cancia (Reggio Non Tace), Francesco Alì (Sunia Cgil Calabria). Un impegno concreto contro l’emergenza abitativa. Nel suo intervento, Saverio Pazzano ha sottolineato la portata del problema abitativo: «Questa mozione è un segnale forte di attenzione da parte del Consiglio. Riflette il bisogno crescente di chi non ha casa o non riesce più a permettersela». Ha poi ricordato le mobilitazioni studentesche legate al caro-affitti, evidenziando come la questione tocchi trasversalmente giovani, famiglie, lavoratori e disoccupati.
• Reggio Calabria è stata tra le prime città italiane a riconoscere lo Stato di Palestina: la delibera promossa dal consigliere Saverio Pazzano anticipa il dibattito internazionale e sollecita il Governo italiano Con una deliberazione approvata a larga maggioranza lo scorso marzo, il Consiglio Comunale di Reggio Calabria ha espresso ufficialmente il proprio sostegno al riconoscimento dello Stato di Palestina, affermandosi come una delle prime città italiane ad assumere una posizione chiara e coraggiosa su una delle questioni più urgenti dell’attualità internazionale. La risoluzione, promossa nel marzo 2025 dal consigliere Saverio Pazzano, del gruppo consiliare La Strada, è stata un atto profondamente politico, con cui l’amministrazione comunale ha inteso non solo esprimere solidarietà al popolo palestinese, ma anche esercitare pressione diretta sul Governo italiano, chiedendogli di uscire dall’ambiguità diplomatica e riconoscere formalmente lo Stato di Palestina. La delibera invita infatti esplicitamente l’esecutivo nazionale a farsi promotore di una strategia europea unitaria per il cessate il fuoco permanente e per la fine dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi.
• Nel luglio 2025 il movimento La Strada e il consigliere comunale Saverio Pazzano comunicano l’adesione all’Appello per la Salvaguardia e la Rigenerazione dei Paesi, sostenuta da un’ampia rete di studiosi, attivisti, associazioni, comuni e cittadini, promossa da Officina dei Saperi. Un appello che contesta con forza il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne recentemente approvato dal Governo, che ha escluso dalla progettazione le comunità locali e ha adottato logiche tecnocratiche che condannano interi territori al “declino irreversibile”. La nostra adesione si traduce, come sempre, in azione. Vogliamo: promuovere spazi di confronto pubblico nelle frazioni e nei villaggi dell’area di Reggio Calabria; continuare a coinvolgere la cittadinanza in un processo di rigenerazione territoriale dal basso; lavorare per una rete tra i territori e villaggi del comune di Reggio per rilanciare i servizi essenziali in chiave cooperativa e solidale; sostenere le istanze dell’Appello presso le istituzioni regionali e nazionali; rafforzare quanto abbiamo già iniziato: laboratori di rigenerazione partecipata, tra periferia e centro urbano, per co-progettare futuro insieme ai cittadini. Ci attiviamo per lo sviluppo di reti di economia sociale e sostenibile, con priorità su energia rinnovabile, agricoltura contadina e iniziative eco-sociali; attivazione e gestione di finanziamenti pubblici (UE, Stato, Regione) per servizi essenziali, mobilità digitale e comunità rurali; creazione di spazi culturali e abitativi condivisi, per promuovere legami sociali saldi e identità locali. Restare, tornare, abitare non sono slogan: sono scelte profonde, politiche. Sono le scelte de La Strada da sempre. Non accetteremo che interi territori vengano archiviati come “perduti”. La rigenerazione è possibile, e deve partire ora.
• Il 30 gennaio 2023 abbiamo espresso voto favorevole in Consiglio comunale sulla mozione relativa al distretto museale: nel corso dei proficui lavori svolti in commissione nel principio di una sana dialettica e collaborazione, il consigliere Pazzano ha apportato un contributo indirizzato alla realizzazione degli antiquaria civici, musei diffusi capaci di valorizzare il patrimonio culturale delle nostre comunità, nell’ottica di città policentrica che fu di Italo Falcomatà. È l’idea di Reggio “città giardino” di Gaetano Cingari, ed è, particolarmente per noi del gruppo La Strada, il frutto di una riflessione che è stata al centro del nostro programma per la città e che finalmente ha trovato spazio dentro una mozione in Consiglio comunale. L’idea degli antiquaria civici è stata ispirata da uno studioso che rappresenta la parte più bella di questa città dal punto di vista culturale, il prof. Domenico Minuto, e va nella direzione di riconoscere i nostri quartieri come “centri interni” e non più periferie. Questo è un tassello che può dare la stura a una discussione sulla disseminazione delle attività culturali nei centri interni, nell’ottica di un progetto culturale complessivo per la città. Le aree interne non devono essere più considerate periferie, ma veri e propri centri della nostra comunità e questo può avvenire attraverso un progetto culturale e ambientale integrato e policentrico. In questa direzione si inserisce l’emendamento Minuto, proposto con il consigliere Saverio Pazzano e approvato in Consiglio comunale due anni e mezzo fa, con l’obiettivo di: “Attivare la realizzazione di Antiquaria civici diffusi presso il territorio comunale, come luoghi della cultura di interesse territoriale e locale, per valorizzare il patrimonio storico-artistico e storico-archeologico nella loro area di ritrovamento, nell’ottica di una città policentrica.” L’iniziativa, ispirata al pensiero e all’opera del prof. Domenico Minuto – figura di riferimento per la cultura reggina – rientra in una visione più ampia di città policentrica, che affonda le radici nella stagione della Primavera di Reggio e nell’idea di “città giardino” di Gaetano Cingari. A esprimere apprezzamento per la proposta è anche il celebre antropologo Vito Teti, tra i massimi studiosi del fenomeno dello spopolamento nelle aree interne del Mezzogiorno. In un suo post Teti scrive: «Condivido questa proposta de La Strada che da anni è impegnata sui problemi della città, dei paesi, dello spopolamento. Abbiamo avuto, molte volte, Domenico Cersosimo ed io, occasione di dialogare e riflettere con gli amici de La Strada su questi problemi. Domenico Minuto è uno degli studiosi più attenti, lucidi e appassionati sui problemi delle città e dei paesi. È uno dei primi ad avere dato l’allarme sullo spopolamento in area grecanica.
• Il movimento La Strada ha accolto con senso di responsabilità l’approvazione del regolamento per il ritorno delle circoscrizioni, riconoscendolo come un passaggio significativo per il rafforzamento della democrazia locale e della politica di prossimità. Nel corso del Consiglio comunale del 19 marzo 2026 ha svolto un ruolo attivo e costruttivo, evidenziando le criticità del testo ma scegliendo al contempo di valorizzare il processo di decentramento come occasione strategica per riavvicinare istituzioni e cittadini.
Determinante è stato il lavoro nel merito, che ha portato alla presentazione e approvazione di emendamenti qualificanti, frutto di un ascolto costante dei bisogni dei quartieri e della collaborazione tra i consiglieri Saverio Pazzano e Valentino Scordino. Le modifiche introdotte hanno rafforzato concretamente gli strumenti di partecipazione, prevedendo incontri pubblici obbligatori e la verbalizzazione delle istanze dei cittadini, garantendo così maggiore trasparenza, tracciabilità e continuità nell’azione amministrativa.
Grazie a questo contributo, le circoscrizioni vengono orientate a diventare spazi vivi di confronto e partecipazione reale, capaci di incidere sulle decisioni pubbliche. La Strada continuerà a vigilare sull’attuazione del regolamento, con l’obiettivo di rendere le circoscrizioni veri presìdi di cittadinanza attiva e strumenti efficaci per costruire risposte condivise ai bisogni della città.
• Nel corso del Consiglio Comunale del 12 dicembre 2023 abbiamo proposto una modifica al Regolamento comunale, perché – finito il piano di rientro con il vincolo dei commissari – gli spazi pubblici e comunali siano dati gratuitamente per iniziative culturali, in una città completamente priva di spazi del genere. Durante lo stesso Consiglio Comunale, abbiamo chiesto l’istituzione di una fondazione, a iniziativa pubblica, per la gestione del Teatro Cilea. Genererebbe lavoro e possibilità di attrarre fondi specifici e di formare maestranze per un settore specifico (es. tecnici di palco).
• Il movimento La Strada, con il consigliere comunale Saverio Pazzano, nel luglio 2025 rilancia l’idea di un progetto integrato per valorizzare le fiumare reggine. Quello dei parchi delle fiumare era un obiettivo che la Strada ha posto già diverse volte. Si tratta ora, in vista dell’ultimo DUP e della stesura del Masterplan, oltre che della gestione dei tanti fondi comunitari di dare concreta possibilità a questa idea.
• Le condizioni di totale degrado e abbandono in cui versa l’area della “Tomba ellenistica” a Reggio Calabria sono la sintesi estrema di una città in ginocchio: totale assenza di una visione di città e di un progetto culturale, da cui discendono tutti i problemi.
Il cosiddetto Parco archeologico della Tomba ellenistica, che insiste al centro della città nei pressi di piazza del Popolo, è un cumulo di rifiuti di ogni tipo, un rischio igienico sanitario permanente e i numerosi arbusti presenti potrebbero essere concausa di incendio subito a ridosso delle abitazioni.
Nel Documento Unico di Programmazione dello scorso triennio la riqualificazione di questo parco era tra gli obiettivi strategici del Comune. Non solo, anziché riqualificato risulta addirittura ulteriormente degradato, ma è stato perfino eliminato dagli obiettivi strategici del nuovo Documento di Programmazione. Non risulta neanche nel piano triennale delle opere pubbliche. Una situazione inconcepibile in una città che voglia essere appena civile e della quale La Strada con il consigliere Saverio Pazzano – dopo avere proposto un emendamento bocciato in consiglio comunale – ha chiesto di nuovo conto con una interrogazione. Quali motivi hanno spinto l’amministrazione a non prendere in considerazione la riqualificazione di questa area, fondamentale in un’ottica di valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Reggio e della tutela dei suoi beni collettivi?
In più La Strada fa notare che, sempre all’interno del recente piano triennale delle opere pubbliche, risulta la disponibilità di 500.000 euro per la valorizzazione e la riqualificazione delle aree archeologiche della città e chiede che vengano impiegati per questo Parco.
Ad approfondire la necessità di una riqualificazione dell’area ha provveduto circa un mese fa la Consulta Assetto del Territorio, con un contributo importante alla riflessione sul patrimonio culturale e ambientale in città.
Nel solco di quella riflessione La Strada con Saverio Pazzano ha voluto approfondire la questione ed è rimasta sbalordita dell’assenza di questa opera nei programmi dell’Amministrazione. Una assenza davvero inconcepibile e ci si augura che si corra urgentemente ai ripari, per liberare l’area dai rifiuti e metterla in sicurezza e consegnare alla città e ai suoi abitanti uno spazio di altissimo valore storico e culturale.
Il Comune deve dimostrare di avere cura dei propri beni se vuole avere cura della cittadinanza.
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