Con profondo cordoglio apprendiamo la notizia della scomparsa del poeta Salvino Nucera, figura di
straordinaria umanità e intellettuale rigoroso, che ha dedicato la propria vita allo studio, alla parola e alla
salvaguardia di una civiltà millenaria. Custode della lingua e cultura greco-calabra, è stato un maestro e una
guida.
Salvino Nucera è stato tutto questo, e molto di più: un testimone autentico della civiltà greca di Calabria, un
uomo capace di illuminare con un sorriso intenso ogni incontro, e di rendere la parola uno strumento di
memoria e speranza.
Nella sua lingua, che è la lingua comune di chi ha a cuore l'umanità, ha dato voce a questa terra e a chi la
abita. Ci ha insegnato che la cultura non è solo eredità, ma visione di futuro, possibilità di incontro, traccia
di un’umanità più profonda e autentica.
Indimenticabile l’ultima occasione in cui lo abbiamo incontrato: la sua traduzione in greco di Calabria delle
Nuvole di Aristofane, dono generoso in una serata dedicata alle riflessioni per la Restanza. Un momento che
resterà scolpito nel ricordo di tutti noi.
A Salvino dobbiamo la consapevolezza che una parola può salvare dall’oblio un’intera civiltà. Nel mondo
che lui ha contribuito a custodire e far rivivere, oggi ci riconosciamo e gli siamo profondamente grati.
“Pucambù vjenni en'asteri lamburistò / Da qualche parte, in questo momento, è spuntata una nuova stella
lucente”.
Alla sua famiglia, ai suoi amici, a chi lo ha conosciuto e amato, giungano le più sentite condoglianze della
comunità de La Strada.
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