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L’accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità: le criticità nel Comune di Reggio Calabria

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Il  dossier che proponiamo di seguito analizza lo stato dell’accessibilità delle spiagge del Comune di Reggio Calabria per le persone con disabilità, intesa come possibilità concreta di raggiungere l’arenile, la battigia e il mare in condizioni di autonomia o con assistenza adeguata, indipendentemente dalla natura motoria, sensoriale o cognitiva della disabilità. Il lavoro incrocia due piani: da un lato la ricognizione del quadro normativo – europeo, nazionale, regionale calabrese e comunale reggino – che disciplina gli obblighi di accessibilità degli arenili; dall’altro la fotografia della situazione reale, basata su fonti giornalistiche, istituzionali e di settore reperibili online, con l’indicazione delle spiagge segnalate come accessibili nel territorio reggino e delle criticità più rilevanti riscontrate. Il movimento La Strada considera l’accessibilità un banco di prova concreto dell’inclusione che intende promuovere sul territorio. Un litorale accogliente solo per chi non ha limitazioni motorie, sensoriali o cognitive non è, a nostro avviso, un litorale davvero pubblico: per questo il tema dell’accesso al mare rientra tra le priorità del nostro programma, non come capitolo a sé ma come applicazione diretta di un principio più ampio, quello per cui i diritti delle persone con disabilità vanno garantiti negli spazi quotidiani della città – dalle strade ai marciapiedi, dagli edifici pubblici fino, appunto, alle spiagge. Il presente dossier nasce quindi non solo come strumento conoscitivo, ma come base per proposte operative rivolte all’Amministrazione comunale, a partire dalla richiesta di un’effettiva attuazione degli strumenti già previsti dalla normativa – in primis il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – e di un utilizzo pieno dei finanziamenti regionali oggi disponibili per rendere gli arenili reggini accessibili a tutte e tutti.

Il quadro normativo europeo

A livello di Unione Europea non esiste una norma verticale dedicata specificamente all’accessibilità delle spiagge, ma un insieme di atti che impongono agli Stati membri di garantire l’accessibilità degli spazi e dei servizi turistici, ricreativi e sportivi aperti al pubblico, spiagge comprese. Di seguito un elenco della normativa internazionale ed europea che interessa da vicino il tema qui affrontato:

  • Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD, 2006), ratificata dall’UE nel 2010 e dall’Italia con Legge 3 marzo 2009, n. 18: sancisce il diritto delle persone con disabilità a partecipare in condizioni di parità alla vita culturale, ricreativa e allo sport (art. 30), principio da cui discende anche il diritto di accesso al mare e alle spiagge.
  • Strategia europea sui diritti delle persone con disabilità 2021-2030, che pone tra gli obiettivi l’accessibilità di trasporti, spazi pubblici, servizi turistici e ambiente costruito.
  • Direttiva (UE) 2019/882 “European Accessibility Act”, recepita in Italia con D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82: riguarda principalmente prodotti e servizi digitali/di trasporto e non gli arenili in senso stretto, ma rafforza l’obbligo generale di non discriminazione nell’accesso ai servizi.
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, art. 21 (non discriminazione) e art. 26 (inserimento delle persone con disabilità), richiamati come cornice di principio in tutte le normative nazionali di settore.

In sintesi, l’UE non impone standard tecnici specifici per le spiagge, ma vincola gli Stati membri, tramite i trattati ratificati e le direttive di non discriminazione, a garantire che i servizi turistico-ricreativi costieri siano fruibili anche dalle persone con disabilità, lasciando agli ordinamenti nazionali la disciplina tecnica di dettaglio.

Il quadro normativo nazionale

La normativa italiana in materia di accessibilità delle spiagge nasce dalla disciplina generale sull’eliminazione delle barriere architettoniche e si è progressivamente specializzata sul demanio marittimo e sugli stabilimenti balneari. Di seguito, le norme di riferimento:

  • Legge 30 marzo 1971, n. 118, art. 27: prevede che gli edifici e i luoghi pubblici o aperti al pubblico siano costruiti o adeguati in modo da eliminare le barriere architettoniche e stabilisce che l’accesso non possa essere vietato alle persone con ridotta mobilità.
  • Legge 9 gennaio 1989, n. 13, e relativo Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236: fissano i requisiti tecnici di accessibilità, adattabilità e visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, spesso richiamati in via analogica per le strutture balneari.
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (“legge quadro”), art. 23, comma 3: dispone che le concessioni demaniali marittime per impianti di balneazione, e i loro rinnovi, siano subordinati alla visitabilità degli impianti e all’effettiva possibilità di accesso al mare per le persone con disabilità. È la norma cardine che lega esplicitamente il rilascio/rinnovo della concessione balneare all’accessibilità dell’arenile.
  • P.R. 24 luglio 1996, n. 503: regolamento generale per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, applicato anche alle strutture ricreative e sportive costiere.
  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1, comma 251: impone ai concessionari demaniali di garantire libero e gratuito transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area in concessione, anche ai fini della balneazione, a beneficio della collettività e quindi anche delle persone con disabilità.
  • Legge 28 febbraio 1986, n. 41 (art. 32, comma 21) e Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (art. 24, comma 9): pongono in capo alle amministrazioni pubbliche, Comuni compresi, l’obbligo di dotarsi del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), inizialmente riferito agli edifici pubblici e poi esteso agli spazi urbani – percorsi pedonali, aree verdi e, per estensione, aree demaniali di competenza comunale come gli accessi al mare.
  • Codice del Turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79), art. 3: annovera l’accessibilità e la fruibilità turistica da parte delle persone con disabilità tra gli obiettivi fondamentali della politica turistica nazionale.

Nella prassi amministrativa, diverse circolari ministeriali (tra cui la Circolare n. 280/1992 e la Circolare n. 6/1994) hanno chiarito che la “visitabilità” richiesta dall’art. 23 della Legge 104/1992 comporta requisiti minimi quali: percorsi orizzontali senza barriere dal parcheggio o dall’ingresso fino alla zona ombrelloni e alla battigia, almeno un servizio igienico accessibile, e la possibilità di raggiungere il bagnasciuga (ad esempio con passerelle e sedie job).

Va tuttavia segnalato – come rilevato da associazioni e osservatori di settore – che l’art. 23 della Legge 104/1992 è rimasto a lungo, nella pratica applicativa, una norma in larga parte programmatica: il collegamento tra rilascio/rinnovo della concessione demaniale e verifica sostanziale dell’accessibilità non sempre è stato oggetto di controllo puntuale da parte degli enti competenti.

Il quadro normativo regionale

  • Legge Regionale Calabria 23 luglio 1998, n. 8 (“Eliminazione delle barriere architettoniche”): prevede, in attuazione dell’art. 32, comma 21, della Legge 41/1986, contributi regionali ai Comuni per l’acquisizione di consulenze tecnico-amministrative finalizzate alla redazione dei PEBA e detta i requisiti minimi di visitabilità e adattabilità degli edifici, costituendo la base regionale calabrese per l’attuazione dell’obbligo nazionale di eliminazione delle barriere.
  • Legge Regionale Calabria n. 4/2003: ha previsto per i Comuni costieri la possibilità di richiedere finanziamenti regionali per la realizzazione di strutture mobili o fisse, e della relativa segnaletica, finalizzate ad agevolare l’accesso al mare sulle spiagge libere per le persone con problemi motori. Secondo quanto denunciato nel 2022 dal capogruppo M5S in Consiglio regionale, Davide Tavernise, questa disposizione sarebbe rimasta a lungo priva di adeguato finanziamento.
  • Legge Regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (“Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo”): delega ai Comuni costieri le funzioni amministrative sul demanio marittimo turistico-ricreativo e, all’art. 15, comma 2, impone ai concessionari di garantire l’accesso al mare da parte delle persone con disabilità, predisponendo appositi percorsi sulle spiagge in concessione. La stessa legge, all’art. 6, comma 1, lettera a), stabilisce inoltre che almeno il 30% delle aree demaniali marittime di ciascun Comune rivierasco sia riservato all’uso pubblico e alla libera balneazione.
  • Legge Regionale 22 settembre 1998, n. 10, come modificata dalla Legge Regionale 23 dicembre 2022, n. 55: disciplina i contributi ai Comuni costieri calabresi per la pulizia delle spiagge libere e, in particolare a seguito della modifica del 2022, per gli interventi mirati a migliorare la sicurezza e l’accessibilità degli arenili a favore delle persone con disabilità. Su questa base la Regione pubblica ogni anno un avviso pubblico articolato in linee di intervento distinte, con contributi ai Comuni costieri beneficiari (inclusa la Città Metropolitana di Reggio Calabria).

Nel luglio 2022 il Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha depositato una proposta di legge per rafforzare ulteriormente gli obblighi in materia, volta a introdurre, tanto per i Comuni quanto per i privati concessionari, l’obbligo esplicito di abbattere le barriere architettoniche, garantire servizi igienici accessibili, ausili per la balneazione e parcheggi riservati: un’iniziativa che segnala come, secondo una parte delle forze politiche regionali, il quadro vigente fosse ritenuto insufficiente sul piano attuativo.

Per la stagione balneare 2026, l’avviso pubblico regionale ha previsto per la prima volta, come dichiarato dal Vicepresidente della Giunta e Assessore ai Lavori pubblici Filippo Mancuso, il finanziamento congiunto di misure per il salvamento e per l’accessibilità delle spiagge libere (“Azione 2”), con priorità ai Comuni colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali di gennaio e febbraio 2026, pubblicato sul BURC n. 86 del 27 aprile 2026. A questo si è aggiunto, nella primavera 2026, un separato stanziamento regionale di circa 600 mila euro destinato specificamente all’abbattimento delle barriere architettoniche sulle spiagge, presentato dall’Assessore al Turismo Giovanni Calabrese come strumento per rendere la Calabria una destinazione turistica realmente accessibile. Per la stagione 2026 sono state pubblicate anche le graduatorie dei Comuni beneficiari, con contributi fino a 4.000 euro per Comune sulla linea dedicata alla disabilità, a fronte di richieste che, secondo la Regione, hanno ampiamente superato la dotazione finanziaria disponibile.

Il quadro comunale

A livello comunale lo strumento centrale previsto dalla normativa nazionale (art. 32, comma 21, Legge 41/1986 e art. 24, comma 9, Legge 104/1992) è il PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), che i Comuni sono tenuti ad adottare per mappare, classificare e programmare la rimozione delle barriere presenti in edifici pubblici, spazi urbani, percorsi pedonali e, per estensione, accessi al mare e arenili di competenza comunale.

Il Comune di Reggio Calabria non ha, ad oggi, un PEBA formalmente adottato. Già nel 2016 l’Amministrazione aveva approvato linee di indirizzo propedeutiche alla redazione del Piano, ma il percorso non risulta essersi concluso con un’adozione formale. A dicembre 2025 il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità ha segnalato ufficialmente al Comune “enormi difformità dalle norme” riguardo alla mancanza del PEBA e alle barriere architettoniche presenti lungo il Lungomare cittadino, chiedendo di conoscere lo stato di redazione e adozione del Piano. Nel 2026 la questione è stata più volte rilanciata pubblicamente, anche in campagna elettorale, da cittadini con disabilità e da forze politiche locali, che hanno definito il PEBA “mai realizzato” e ne hanno sollecitato l’adozione come priorità non più rinviabile.

Sul fronte specifico delle spiagge, il Comune beneficia dei contributi regionali della L.R. 10/1998 e ss.mm.ii. per la pulizia degli arenili e per interventi di accessibilità, e nel 2023 ha avviato – nell’ambito del progetto “Spiagge accessibili”, finanziato con fondi del POC Metro 2014-2020 – un intervento di pulizia e rifunzionalizzazione dell’intero litorale cittadino, con posizionamento di passerelle per l’accesso al mare da parte di persone con disabilità, persone a mobilità ridotta e famiglie con passeggini, a partire dalle aree più frequentate nella stagione estiva.

Il Piano Comunale di Spiaggia e il Regolamento di Gestione delle Aree Demaniali Marittime

A differenza del PEBA, il Comune di Reggio Calabria dispone di un regolamento comunale che integra le leggi regionali in materia di demanio marittimo: la Variante Generale al Piano Comunale di Spiaggia (PCS), approvata con Determinazione del Dirigente del Settore 10 “Pianificazione – Valorizzazione del Territorio – Leggi Speciali” n. reg. gen. 2786/2024 del 5 settembre 2024 (sulla base delle delibere di Consiglio Comunale n. 7/2021 e di Giunta Comunale n. 61/2021), aggiorna il precedente piano risalente al 2009. La Variante è redatta ai sensi della Legge Regionale 16 aprile 2002, n. 19 (legge urbanistica della Calabria) e della già citata Legge Regionale 21 dicembre 2005, n. 17, e comprende, quale parte integrante, il “Regolamento di Gestione delle Aree Demaniali Marittime”, che disciplina nel dettaglio l’uso degli arenili comunali, gli obblighi dei concessionari e le modalità di fruizione delle spiagge libere.

In coerenza con l’art. 15, comma 2, della L.R. 17/2005 – che impone ai concessionari di predisporre appositi percorsi, perpendicolari e paralleli alla battigia, per l’accesso al mare delle persone con disabilità – regolamenti comunali analoghi adottati in altri Comuni costieri della Città Metropolitana (ad esempio San Ferdinando) specificano che tali percorsi vanno realizzati in legno, materiale plastico o quadrotti di cemento prefabbricato, semplicemente appoggiati al suolo, e che l’obbligo grava sul concessionario indipendentemente dal fatto che il percorso sia o meno espressamente previsto nel titolo concessorio. Il Regolamento di Gestione delle Aree Demaniali Marittime di Reggio Calabria si inserisce in questo quadro, rappresentando lo strumento comunale attraverso cui le prescrizioni regionali sull’accessibilità vengono tradotte in disposizioni operative per le concessioni balneari cittadine.

Il fatto che Reggio Calabria sia oggi dotata di un PCS vigente è inoltre rilevante ai fini dell’accesso ai finanziamenti regionali più recenti: l’avviso pubblico “Progetto senza barriere” della Regione Calabria (600.000 € stanziati dalla Regione Calabria nel 2026 e finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione FSC 2021-2027), dedicato specificamente all’abbattimento delle barriere architettoniche per l’accessibilità al mare, richiede infatti come requisito fondamentale che il Comune richiedente sia dotato di un Piano Comunale di Spiaggia regolarmente vigente al momento della domanda.

Lo stato della balneazione a Reggio Calabria (stagione 2026)

Distinto dal tema dell’accessibilità per le persone con disabilità, ma ad esso strettamente collegato è lo stato della qualità delle acque lungo il litorale cittadino: un tratto di costa non balneabile non è comunque fruibile, indipendentemente dalle dotazioni per l’accessibilità. Con le Ordinanze sindacali n. 78 e n. 79 del 22 giugno 2026, il Sindaco Francesco Cannizzaro ha aggiornato la mappa della balneazione per l’intero litorale comunale, recependo la classificazione delle acque predisposta dalla Regione Calabria con i Decreti Dirigenziali n. 4816 del 25 marzo 2026 e n. 5441 del 2 aprile 2026 (quest’ultimo di rettifica del primo), sulla base dei campionamenti ARPACAL relativi alla stagione 2025 e alle tre stagioni precedenti, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del D.Lgs. 116/2008.

Le acque sono classificate in quattro categorie – eccellente, buona, sufficiente, scarsa – e nei tratti classificati come “scarsa” il divieto di balneazione vale per l’intera stagione. Rispetto agli anni precedenti, l’Ordinanza n. 78/2026 ha revocato tre divieti storici, alcuni in vigore da oltre un decennio (le precedenti ordinanze nn. 33/2014, 28/2017, 40/2018, 41/2021, 23/2022, 46/2025 e 57/2025), a seguito del miglioramento della qualità delle acque rilevato da ARPACAL.

Tratto costiero balneabileClassificazione
Lido Kalura (Villa San Giovanni)Eccellente
Catona – Centro SvizzeroBuona
Catona – Bar Reitano *Buona
Gallico – Fata MorganaSufficiente
Gallico – Lido Mimmo *Sufficiente
Gallico – CampingBuona
Pentimele *Sufficiente
OasiEccellente
Lido CaponeraEccellente
Ravagnese – AeroportoBuona
San Gregorio – Temesa NBuona
Pellaro – Occhio di PellaroEccellente
Pellaro – MartoranaEccellente
Punta PellaroEccellente
Bocale 2 – Lido CCEccellente
Bocale 2 – Staz. FF.SS.Eccellente
Bocale – Spiaggia CalipsoEccellente

Tratti costieri balneabili nel Comune di Reggio Calabria, stagione 2026 (Ordinanze sindacali n. 78 e n. 79 del 22/6/2026). * Tratti il cui divieto storico è stato revocato nel 2026. Fonte: Comune di Reggio Calabria

Restano invece interessati da divieto di balneazione per l’intera stagione 2026, in quanto classificati con qualità “scarsa”, i seguenti tratti – concentrati soprattutto nell’area centrale della città e in alcuni punti critici del litorale nord e sud:

  • Gallico – Limoneto
  • Circolo Nautico
  • Lido Comunale Pontile Nord
  • Lido Comunale Pontile Sud
  • Lido Comunale Villa Zerbi
  • Ravagnese – Sabbie Bianche
  • Pellaro – Lume
  • 500 mt nord Torrente Annunziata
  • Circolo Velico (tratto adiacente, classificato “scarsa”)

Le aree centrali soggette a divieto di balneazione (Lidi comunali Pontile Nord, Pontile Sud, Villa Zerbi) sono anche quelle storicamente più dotate di strutture e più frequentate, il che rende la loro esclusione dalla balneazione particolarmente rilevante ai fini della fruibilità complessiva del litorale cittadino da parte dell’intera cittadinanza.

Spiagge accessibili nel territorio reggino

Si rammenta che il Comune di Reggio Calabria si estende per circa 32 km di costa, dalla frazione di Catona alla frazione di Bocale. Di seguito una tabella con le buone pratiche di accessibilità relative ad aree ricadenti  nel territorio del Comune di Reggio Calabria:

Frazione / areaStrutturaTipologiaDotazioni segnalate
Bocale ILido Sciao BeachPrivata (stabilimento balneare in concessione)Parcheggi riservati, percorsi interni per raggiungere ogni zona della spiaggia, passerella fino alla battigia, sedia Job, lettini maggiorati
Catona, Gallico, Sabbie Bianche, San Gregorio, Pellaro, BocaleSpiagge libere comunaliPubblicaPasserelle mobili installate nel 2023 nell’ambito del progetto “Spiagge accessibili” (fondi POC Metro 2014-2020)

Dotazioni di accessibilità segnalate nel Comune di Reggio Calabria. Fonti: Spiagge.it, Disabili.com, Avveniredicalabria.it, Calabria Straordinaria

Nel territorio comunale reggino, l’unica struttura segnalata con una dotazione completa e specificamente rivolta alla disabilità è quindi il Lido Sciao Beach a Bocale I, uno stabilimento balneare privato in concessione demaniale. Sul fronte pubblico, l’intervento più rilevante resta il posizionamento di passerelle mobili nel 2023 sulle spiagge libere del litorale cittadino, un intervento di carattere stagionale e non un sistema di accessibilità permanente e certificata.

L’accessibilità alle spiagge nella Città Metropolitana di Reggio Calabria e in Calabria

Negli ultimi anni sempre più tratti di costa calabrese si sono attrezzati per garantire un accesso al mare realmente inclusivo, pensato per persone con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva. Molte strutture del litorale hanno installato passerelle che permettono alle carrozzine di attraversare la sabbia senza difficoltà, e diverse mettono a disposizione la sedia Job, una carrozzina speciale con ruote grandi pensata per accompagnare i bagnanti fino a riva. Un esempio all’avanguardia si trova a Siderno, dove un tratto di spiaggia libera è dotato di un sistema di discesa motorizzata che conduce direttamente in acqua, rendendo autonoma la persona con disabilità: si tratta di uno dei pochi comuni italiani ad aver dotato una spiaggia pubblica di questo tipo di supporto, completato da passerelle e ombrelloni a disposizione di tutti i bagnanti.

Restando nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, si segnala a Roccella Jonica il Lido “Il Gabbiano” sulla Costa dei Gelsomini, uno stabilimento storico progettato per essere completamente accessibile, con rampa di discesa a pendenza dolce, assenza di barriere architettoniche, sedia Job.

Un altro caso interessante è quello di Catanzaro Lido, dove il Valentino Beach Club offre una spiaggia attrezzata per persone in sedia a rotelle o con difficoltà di deambulazione, con personale formato per l’assistenza; qui una cooperativa sociale ha inoltre creato delle “oasi”, piccole aree pavimentate pensate per le famiglie che desiderano maggiore riservatezza, permettendo loro di godere dei servizi della spiaggia senza dover necessariamente toccare la sabbia.

Sullo Ionio, a Capo Piccolo (Isola Capo Rizzuto, Crotone), la spiaggia del Villaggio Baia del Sorriso mette a disposizione percorsi, passerelle e un sollevatore per entrare in acqua in sicurezza. Sulla Costa degli Dei si distinguono due realtà: a Pizzo, la Malferà Beach – gestita da una donna che vive in prima persona le difficoltà della mobilità ridotta – offre gratuitamente parcheggio, bagno, scivolo di accesso, ombrelloni, tavoli da picnic e, d’estate, laboratori creativi; a Ricadi, vicino Tropea, il progetto “DisabiliDaMare” rende accessibili con passerelle, sedie Job e assistenza su richiesta i tratti di Fortino e Santa Maria, con un’area attrezzata nel parcheggio della Spiaggia del Giudice per raggiungere agevolmente il litorale di Santa Maria e la possibilità di richiedere un servizi di assistenza per l’ingresso in acqua.

Va segnalato, per completezza e correttezza informativa, che questo mosaico di iniziative non equivale a un sistema di spiagge pubbliche accessibili. Nel luglio 2026 un gruppo di famiglie della provincia di Vibo Valentia, con il supporto legale dell’Associazione Luca Coscioni, ha inviato una diffida formale a nove Comuni della Costa degli Dei – Vibo Valentia, Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Tropea e Zambrone – segnalando che numerosi tratti di litorale pubblico restano privi dei requisiti minimi di accessibilità (rampe e passerelle fino alla battigia, sedie Job in numero sufficiente, servizi igienici accessibili, segnaletica adeguata), con richiesta di interventi entro 15 giorni pena azioni legali.

Buone pratiche: esempi dal Nord al Sud Italia

In Italia esistono esperienze consolidate – sia al Nord sia al Sud, Calabria inclusa, come abbiamo visto – che mostrano modelli replicabili di spiaggia accessibile: non si tratta solo di dotazioni tecniche (passerelle, sedie job), ma di progetti gestionali stabili, spesso costruiti con il contributo di associazioni, cooperative sociali e volontariato, e sostenuti da fondi comunali, regionali o europei dedicati. Per ciascun esempio si indica di seguito se si tratta di una struttura privata in concessione (stabilimento/lido) oppure di un intervento pubblico su spiaggia libera comunale.
Buone pratiche al Nord e al Centro Italia
• Rimini (Emilia-Romagna) – progetto “Spiaggia Libera Tutti” [pubblico, spiaggia libera comunale]: tratto di spiaggia nel cuore di Rimini, finanziato da Comune e Regione Emilia-Romagna, con percorsi accessibili, area fitness adattata (Adapted Physical Activity), bagni pubblici riprogettati e area giochi inclusiva; gli interventi di potenziamento proseguiranno fino al 2027.
• Punta Marina Terme, Ravenna (Emilia-Romagna) – “La Spiaggia dei Valori” [gestita dall’associazione no-profit “Insieme a Te” in concessione demaniale ventennale dal Comune di Ravenna, con finanziamento del Ministero per le Disabilità]: attiva dal 2018, accoglie persone con disabilità gravi e non autosufficienti; ha accolto oltre 1.400 ospiti e coinvolto oltre 2.100 volontari dal 2018 a oggi (circa 600 volontari a stagione), esempio di modello “oltre la barriera architettonica” basato sull’assistenza personalizzata.
• Bibione e Jesolo (Veneto) – protocollo “Destination4All” [misto, strategia pubblico-privata] e iniziative regionali di “Turismo Inclusivo”, indicate come eccellenza nazionale per la strategia integrata su accessibilità di spiagge, strutture ricettive e servizi turistici.
• Marina di Sarzana (Liguria) – spiaggia libera con ampio parcheggio riservato a ridosso dell’arenile, piazzole attrezzate, gazebo ombreggianti e area pineta per attività inclusive aperte a tutti.
• Grosseto e Principina a Mare (Toscana) – progetto “Mare per tutti” [privato, rete di stabilimenti aderenti], attivo dal 1998: decine di stabilimenti mettono gratuitamente a disposizione delle persone con disabilità grave postazioni con ombrellone e lettini, oltre a sedie Job e Sand&Sea per l’accesso al mare.
Buone pratiche al Sud Italia e in Calabria
• Catania (Sicilia) – progetto “Mare per Tutti 2026” [pubblico, spiagge libere comunali]: 14 postazioni gratuite attrezzate nelle spiagge libere della Plaia e al Solarium di San Giovanni Li Cuti, con parcheggi riservati, passerelle fino alla battigia e sedie anfibie Job e Solemare, realizzato con la collaborazione di associazioni locali e istituti tecnici.
• Bari (Puglia) – progetto “Mare per tutti” [pubblico, spiagge cittadine], finanziato con fondi POC Metro 2014-2020: assistenza alla balneazione, animazione e attività inclusive sulle spiagge cittadine di Pane e Pomodoro e San Girolamo, rivolte a persone con disabilità, anziani e famiglie.
• Nardò, Salento (Puglia) – “Dinamiko Beach” [pubblico-privato, spiaggia libera con gestione da parte di un’associazione]: tratto di spiaggia libera reso accessibile grazie alla collaborazione tra il Comune e l’associazione Portatori Sani di Sorrisi ODV, con passerelle, sedie Job e ombrelloni gratuiti per le persone con disabilità.
• San Foca, Melendugno (Puglia) – spiaggia “La Terrazza” e progetto “IO POSSO” [partnership tra il Comune di Melendugno e l’Associazione “2HE – Center for Human Health and Environment”]: spiaggia resa accessibile in particolare a persone con SLA e altre gravi disabilità, con cabine attrezzate, ricarica per carrozzine elettriche e assistenza gratuita in acqua.
• Regione Puglia – dal 2018 dotazione regionale di circa 200 sedie Job destinate alle spiagge libere pugliesi.
Il confronto tra questi casi e la situazione di Reggio Calabria mostra un elemento ricorrente nei modelli più riusciti: la sinergia tra un ente pubblico che stanzia fondi dedicati e continuativi su spiagge libere (non solo interventi episodici o iniziative di singoli lidi privati), un gestore o un partner del terzo settore che garantisce personale formato e continuità del servizio stagione dopo stagione, e una comunicazione pubblica chiara, con mappe, elenchi aggiornati e numeri di prenotazione, che permette alla persona con disabilità di sapere in anticipo cosa trova sul posto. Come movimento La Strada chiediamo all’Amministrazione un progetto comunale stabile, con fondi dedicati e partner gestionali formati, affinché possano essere replicate anche sul litorale reggino le buone pratiche che rendono le spiagge e il mare accessibili per tutti.
Fonti consultate
Normativa nazionale
• Legge 118/1971, art. 27 (accessibilità spiagge)
• Legge 41/1986, art. 32 comma 21
• Legge 104/1992, art. 23 e art. 24 comma 9
• D.Lgs. 82/2022, recepimento European Accessibility Act
• SuperAbile INAIL, quadro generale su normativa e circolari ministeriali per l’accessibilità delle spiagge
Normativa regionale Calabria
• L.R. 4/2003 e L.R. 17/2005, art. 15 (delega funzioni su demanio marittimo)
• L.R. 8/1998, “Eliminazione delle barriere architettoniche” — Consiglio Regionale della Calabria
• L.R. 17/2005, testo integrale — Consiglio Regionale della Calabria
Reggio Calabria – atti comunali
• Comune di Reggio Calabria, Ordinanze Sindacali Stagione Balneare 2026 (nn. 78 e 79 del 22/6/2026)
• Comune di Reggio Calabria, Variante generale del Piano comunale di spiaggia (atto 2786/2024)
• Comune di Reggio Calabria, dati anagrafici e circoscrizioni (Catona, Gallico, Archi, Pentimele, San Gregorio, Ravagnese, Pellaro, Bocale)
Guide e portali generali sull’accessibilità delle spiagge
• Spiagge.it
• Disabili.com, guide su spiagge accessibili in Calabria e in Italia
• Calabria Straordinaria, elenco spiagge accessibili in Calabria
• Gazzetta Sociale, guida regione per regione 2026

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