Reggio che inizia la Fase 2 è già in estrema difficoltà. Non ci voleva la sfera di vetro e solo qualche miope in buona o cattiva fede poteva credere che 58 giorni di lockdown da soli guarissero una città che fino al giorno prima della pandemia era in ginocchio. I problemi sono stati fuori dai riflettori, ma non sono stati annullati e oggi sappiamo che, per il Sindaco, un problema lontano dai riflettori non esiste. Alzi la mano chi, senza mentire, può dire che fino alla scorsa fine di febbraio la gestione dei rifiuti non fosse un gravissimo problema strutturale della città di Reggio.

La cittadinanza lo sa benissimo. Semplicemente, la chiusura obbligata delle attività e della mobilità delle persone aveva fatto dimenticare il problema. Ma, come dice il proverbio: allo scioglimento della neve…

Questa premessa è necessaria perché, se vogliamo che la città non crolli sotto il peso della più grave crisi dal dopoguerra, abbiamo bisogno di un grande patto sociale fondato su un’operazione verità. Il Sindaco non può permettersi di legare il suo destino elettorale al destino di una città intera, non è la capitalizzazione di un consenso d’immagine al centro del dramma adesso.

Tutti sappiamo che, in questo preciso momento, il problema della discarica dei rifiuti è regionale. In particolare del rapporto che la Regione ha con una società per azioni, Sovreco, che opera nello smaltimento rifiuti. Questo è il cuore del problema. Se vogliamo risolvere il problema senza ulteriori costi di salute e di denaro per la cittadinanza dobbiamo serenamente accettare che dal 2015, giocando sul continuo stato emergenziale della situazione rifiuti, Sovreco opera con la Regione in regime di proroga del contratto. Un contratto che, è uno degli ultimi atti della giunta Oliverio, ha portato il costo per i calabresi da 70 a 120 euro a tonnellata. In tutti e questi 5 anni abbiamo sentito e visto alcuni bravi sindaci di sinistra del territorio metropolitano di Reggio porre la questione e chiedere a gran voce una soluzione diversa, lungimirante, non più emergenziale. Tra questi sindaci Falcomatà non c’era. Dobbiamo presumere che fosse d’accordo con le scelte della Regione. È per fortuna tempo di barbieri e parrucchieri che aprono, consentiteci la battuta: ecco che i nodi vengono al pettine. Ma per la cittadinanza non sono nodi, piuttosto cumuli di immondizia sotto casa e rischio di malattie.

Non sembra fosse un problema neanche l’assenza di un piano industriale per la raccolta differenziata a Reggio. Neanche gli stipendi che non arrivavano agli operatori AVR. Neanche il mancato controllo delle utenze collegate al pagamento della Tari per individuare le decine di migliaia di evasori. Neanche l’evidenza che la differenziata così non funzionava, considerato che a Reggio viviamo coperti dall’immondizia da almeno 4 anni. Né era un problema che le strade fossero  letteralmente sudice, e lo siano ancora, nonostante per 58 giorni per le strade non ci sia stato nessuno. Forse non lo è neanche che recentemente  la gara per l’affidamento dei servizi di igiene urbana nel Comune di Reggio sia andata deserta per due volte in due mesi.

Alla Presidente Santelli chiediamo di sbloccare temporaneamente, ma immediatamente, la questione relativa alla discarica di Crotone. Allo stesso tempo di lavorare a ciò che il centrosinistra regionale non è riuscito a fare: abbattere i costi dello smaltimento rifiuti con una gestione pubblica. Per parte nostra continueremo nella fiera opposizione a misure che ancora vadano agli interessi dei privati e non della cittadinanza. Presto o tardi finiremo sotto ricatto come lo siamo oggi.

Al Sindaco della città metropolitana Falcomatà chiediamo immediatamente un dialogo istituzionale con l’Ato ovvero un piano per creare infrastrutture che portino a filiera. Al Sindaco della città di Reggio chiediamo di chiarire la questione della raccolta differenziata, della gestione del porta a porta, del piano industriale e del passaggio di servizi tra AVR e Castore, nonché delle misure in atto per rilevare le migliaia di evasori Tari. Chiediamo anche chiarezza e immediate misure sulla pulizia delle strade. In varie strade, durante la quarantena, ci sono stati segnalati i passaggi di topi. Certo questa non è responsabilità del governo regionale.

In ultimo, chiediamo di affrontare come una vera comunità il problema. Non abbiamo bisogno di tiro alla fune con la Presidente Santelli, occorre un dialogo istituzionale. Abbiamo bisogno di governo del territorio metropolitano e del territorio comunale, non di un rappresentante di opposizione. 

 

Ufficio stampa

La Strada