In queste ultime ore l’Amministrazione Comunale ha diffuso un video “dedicato a noi reggini”. Capiamo l’intento positivo e il desiderio di contribuire ad allentare la tensione con un racconto tenero e bello, ma allo stesso tempo chiediamo che il messaggio venga cambiato. In un clima di piena collaborazione e rispetto, come fino ad oggi abbiamo responsabilmente avuto, riteniamo poco consono che passi il messaggio: “Reggio sopra ogni cosa”. L’intento positivo non deve farci dimenticare che viviamo un momento di profondo rischio nazionalsovranista e di chiara deriva populista senza colori politici. “Reggio sopra ogni cosa” ricorda troppo da vicino lo “über alles” che purtroppo molti nostalgici agitano per creare una dimensione escludente. Consideriamo questa chiamata identitaria estremamente rischiosa e chiediamo di correggere il tiro, ben immaginando che non sia l’intenzione dell’Amministrazione. Ma questo stile comunicativo rischia di sfuggire di mano agli stessi promotori. Piuttosto è il momento “Reggio insieme a tutti” e di trovare uno stile di comunità e collaborativo anche in chiave regionale, evitando polemiche spesso fittizie.

Rispetto allo stesso video chiediamo che venga subito corretto il passaggio “abbiamo capito che la nostra vita è più importante della nostra libertà”. Tanto più a pochi giorni dal 25 aprile questo è un messaggio diseducativo, storicamente errato,  assolutamente fuori contesto. In questi giorni abbiamo capito piuttosto un senso più profondo della libertà, che nasce dal tenere responsabilmente e solidarmente alla vita degli altri tanto quanto alla propria. Abbiamo capito che siamo vivi e liberi sono se lo sono anche gli altri. “Abbiamo capito che la nostra vita è più importante della nostra libertà” è un contenuto irrispettoso della storia presente e di quella passata, chiediamo venga corretto o che, in alternativa, venga rimosso dal video lo stemma del Comune. Il Comune è collettivo, di tutte e tutti, ed è nel solco della Costituzione che deve inquadrare la propria comunicazione. Certe volte il rischio di semplificare il messaggio banalizza e umilia perfino i contenuti.

Ufficio stampa

La Strada